Referendum Venezia-Mestre, la Lega: «Brugnaro ha tradito»

Sul referendum per la separazione di Mestre e Venezia si consuma la frattura tra il sindaco Brugnaro e la Lega Nord. Come si apprende dalla Nuova Venezia, la delibera di giunta contro la divisione del Comune di Venezia in tre (Mestre, Marghera e Venezia insulare) ha ricevuto due soli voti contrari, entrambi provenienti dalla Lega. Si tratta dei consiglieri Giovanni Giusto e Silvana Tosi. Tosi accusa Brugnaro di «non avere rispettato l’accordo firmato in campagna elettorale», e aggiunge: «le abbiamo portato 11 mila voti decisivi per la vittoria. Ma quei patti non sono stati rispettati. Nè sul referendum, né sulla sicurezza e il decoro».

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«Signora della Lega, io ho fatto il patto con Bellati», risponde Brugnaro in aula, «gli avevo proposto di fare il vicesindaco ma lui non ha voluto dicendo che non gli conveniva economicamente. Non sono contrario al referendum, ma la legge va rispettata. Per questo chiediamo un chiarimento sulla legittimità del referendum, dopo il “no” che ci hanno dato l’Avvocatura e la Presidenza del Consiglio. Costa un milione e 400 mila euro, non possiamo buttare i soldi dei cittadini per un voto illegittimo. Vent’anni fa ero anch’io per la separazione, il mondo è cambiato. Sarebbe una scelta scellerata, produrrebbe disastri».

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