Soci Popolari ad Atlante: «dateci 3 mld Npl e bond»

L’Associazione dei soci delle Banche popolari venete ha annunciato oggi di aver elaborato un progetto – che intende presentare direttamente al presidente di Atlante, Alessandro Penati – il quale prevede il conferimento di almeno 3 miliardi di crediti deteriorati (Npl) di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza ad una nuova società la quale, a fonte della gestione degli stessi, possa distribuire obbligazioni in cambio di azioni ai soci delle due banche. Il piano è stato illustrato alla stampa a Montebelluna dai vertici del comitato i quali sono a disposizione per aprire la piattaforma anche alle altre associazioni di soci.

Nella sostanza, è stato spiegato, data l’intenzione di Atlante a collocare sul mercato i crediti non performanti dei due istituti (in tutto una decina di miliardi di euro), la proposta punta a valorizzare al massimo almeno parte di tale importo, tramite la creazione di un soggetto gestore in grado di realizzare dagli stessi Npl un valore superiore a quel 15-20% rispetto al nominale oggi realisticamente ottenibile. I detentori di azioni Veneto Banca o Popolare di Vicenza, in sintesi, rinunciando ad ogni futuro contenzioso con gli istituti, conferirebbero le loro azioni alla nuova società ricevendo in cambio bond «per un importo nominale pari ad almeno il 33% delle sofferenze conferite». Il prestito obbligazionario verrebbe strutturato in tranche di importo crescente con scadenze dai 5 ai 20 anni con interesse proporzionale al termine ed una rendita garantita almeno dell’1% lordo.

Lo strumento sarebbe riservato ai vecchi soci che hanno acquistato azioni «esclusivamente con mezzi propri (dunque con esclusione con chi ne ha avute attraverso il finanziamento delle baciate) dal 2006 in poi. Se è vero che i due istituti hanno a cuore il recupero credibilità e di positive relazioni con i territori di riferimento – hanno concluso i proponenti – quello da noi delineato è uno strumento che va in questa direzione e che ha già dimostrato di poter funzionare 20 anni fa in occasione della creazione di Sga, la bad bank controllata dal ministero per l’Economia voluta per salvare il Banco di Napoli ed oggi divenuta così performante da partecipare con 450 milioni al capitale di Atlante 2».