Vicenza, caos viabilità: minacce all’assessore

Il caos viabilità a Vicenza ha fatto molto discutere. Numerosi cantieri si sono succeduti senza soluzione di continuità per tutta l’estate e molti continuano ancora adesso. L’assessore alla Mobilità Antonio Dalla Pozza è finito nel mirino dell’opinione pubblica e oggi dice la sua sul Giornale di Vicenza. «Pago molte colpe non mie, sono stati giorni difficili e anche dolorosi, ma a tutto c’è un limite», premette prima di denunciare le minacce ricevute, tra gente che si scambia il suo indirizzo di casa e chi augura «pastiglie di cianuro».

L’assessore spiega i diversi intoppi: «la chiusura dei due ponti, alle Barche e in viale Margherita, ha dato esiti nefasti nella gestione dei flussi. La complanare sud non basta, Vicenza ha bisogno di una tangenziale, perché quando si blocca uno snodo la circolazione va in tilt». La tangenziale però non c’è, non si potevano quindi pensare meglio le chiusure? «Non dipende da me né dal mio assessorato», si smarca Dalla Pozza, che però aggiunge: «c’era assoluta necessità di intervenire su quei ponti: le foto dimostrano lo stato di emergenza. I ritardi non sono dovuti a negligenze, ma a problemi sorti in corso d’opera, come la scoperta di un manufatto da demolire sotto il ponte dei Marmi o l’atto vandalico al sistema di pompe al ponte delle Barche».

Con l’imminente riapertura del ponte delle Barche le cose dovrebbero migliorare, ma il nodo vero riguarda viale Margherita. Come ammette lo stesso Dalla Pozza, «Chi arriva da nord, vale a dire dalla Marosticana e dalla Postumia, non affronta più viale Margherita e sceglie di attraversare la città percorrendo viale D’Alviano, viale Mazzini e viale Milano. Questo comporta a catena forti rallentamenti anche a San Felice e in viale Verona». Insomma, gli automobilisti di Vicenza ne avranno ancora per un po’.

L’opposizione parla di vera e propria guerra alla circolazione in auto, ma Dalla Pozza non ci sta: «non sono un pasdaran del trasporto pubblico né della bicicletta. Non porto avanti alcuna battaglia contro l’auto, che uso anch’io. C’è chi vuole confondere le idee ad arte. Quello che interessa a me è offrire un’alternativa alle auto in condizioni di piena sicurezza». L’assessore cita i casi di via IV Novembre e di contra’ Vittorio Veneto, su cui si concentrano le polemiche: «abbiamo creato percorsi protetti per ciclisti e pedoni: devo preoccuparmi più della sicurezza dei 500 studenti del Patronato o dei 30 secondi di attesa di un’auto davanti a una scuola?».

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