Mose, contro Orsoni la prova del cellulare

«Non ho mai visto Sutto, non ho mai preso soldi da lui, né da nessun altro. Il signor Sutto non è mai venuto nel mio studio, al massimo può aver accompagnato Mazzacurati». Con queste parole l’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (accusato di aver ricevuto più di mezzo milione di finanziamenti elettorali illeciti) si era smarcato dalla dichiarazione dell’ex segretario di Giovanni Mazzacurati al Consorzio Venezia Nuova, Federico Sutto, secondo cui ben due scambi di bustarelle avvennero nello studio di Orsoni.

Nel corso dell’udienza del 16 giugno scorso, secondo quanto si legge sul Corriere del Veneto, Sutto aveva infatti ricordato di essere stato presentato a Orsoni nel 2009 da Mazzacurati, il quale «mi disse di mettermi a disposizione per le incombenze della campagna elettorale. Ci scambiammo i numeri di telefono e mi disse di chiamarlo».

E proprio su questo aspetto ci sarebbero delle novità: al termine dell’udienza di giovedì scorso, infatti, il pm Stefano Ancilotto ha avvisato gli avvocati dell’esistenza di una nuova interrogazione probatoria, «un’analisi tecnica su alcuni supporti informatici». Si tratterebbe di un documento contenente l’esito di un’indagine tecnica sul cellulare di Sutto e sull’Ipad di Orsoni. «Faremo analizzare il documento a un nostro consulente», commenta l’avvocato difensore di Orsoni, Carlo Tremolada.