Sara Lazzaro, la veneto-californiana “Leone di Vetro”

Diventare attrice oggi secondo la giovane padovana premiata a Venezia: tanto studio e amore per le radici

Non ci sentiamo da qualche tempo, Sara ed io. Entrambe spesso lontane dalla nostra terra e oggi al telefono da Vicenza e da Padova. Non ci vediamo da molto, eppure quando alzo il telefono sento un flashback come se fosse ieri: enormi occhi azzurri, capelli biondo cenere, viso aperto, bello, accogliente. Ascolto la stessa dolcezza disarmante di quando ci siamo conosciute.

Sara Lazzaro ha una bella storia, fatta di determinazione e sacrificio, di scelte giuste al momento giusto. Nata a Rovolon in provincia di Padova da papà veneto e mamma californiana, trascorre i primi dieci anni della sua vita tra l’Italia e gli Stati Uniti,«mi sono sempre sentita metà italiana e metà americana, mai completamente né l’una né l’altra ma riconosco i luoghi dove ho radici profonde, in Veneto e in California».

Oltre che un essere umano che vale la pena di incrociare almeno una volta nella vita, Sara è un’attrice. Una di quelle che ancora studiano tanto, che si sono formate nel teatro, che fanno gavetta, che vanno negli Stati Uniti e che poi, magari, lavorano anche con Paolo Sorrentino.«Sapevo fin da bambina che la mia vita avrebbe avuto a che fare con l’arte, ho una gran passione anche per il disegno e la musica; ho iniziato a recitare un po’ per gioco durante un laboratorio pomeridiano del liceo artistico», mi racconta Sara facendo riferimento a quei casi della vita che si ricollegano solo molto tempo dopo.

«Dopo il liceo mi trasferisco a Venezia e inizio la facoltà di Design e Arti allo IUAV, nel frattempo continuavo a fare teatro dove correvo ogni volta che potevo. Poi, nell’estate del 2006, mentre scrivevo la tesi per poi laurearmi a settembre, ho deciso che ci avrei provato davvero e così dopo il provino andato bene, mi sono trasferita a Londra dove ho iniziato il Drama Centre». Pregiata scuola di nicchia, il Drama Centre London sta esplodendo e vanta la formazione di attori come Colin Firth e Emilia Clarke, attrice Games of Thrones.

Dopo il master arriva il trasferimento in Scozia e il lavoro in una compagnia di teatro, poi l’Italia, prima Roma, poi Venezia e l’incontro con il grande maestro russo Anatoly Vasiliev, «uno che mi ha cambiato la vita e che ho seguito per due anni». Poi, qualcosa si rompe con il bel paese: un progetto non andato in porto, una stanchezza generale e il richiamo californiano.«Nel 2013 mi sono stufata dell’Italia e sono partita per la California, volevo andare a trovare mia nonna e staccare per un po’. Avevo una macchina e 150 dollari nel portafoglio, ho trovato un lavoretto e sei mesi dopo avevo una casa e una vita, ma avevo smesso di recitare fatta eccezione per qualche corso». Il sogno americano trova ancora i suoi prescelti e premia ancora il coraggio di chi comincia da zero.

Quell’anima a metà non è comunque destinata a vivere solo nell’altra sponda dell’Atlantico. Succede qualcosa che ti fa tornare indietro, quel progetto andato in standby che ritorna, un ruolo secondario che diventa principale dopo cinque provini e il ritorno in Italia per girare tra Roma e Matera il film The Young Messiah, uscito a marzo negli Stati Uniti. Questa interpretazione è valsa il premio Cinema Veneto Leone di Vetro a Sara nell’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia, ma non è stato l’unico motivo del suo arrivo nella città tanto amata.«Adoro il Festival, da piccola ci lavoravo facendo gli accrediti, mi piaceva starci dentro, vivere l’atmosfera, poi ci sono andata come appassionata e quest’anno… non c’è stato solo il premio per The Young Messiah (trailer), un grande riconoscimento per il mio lavoro sul piano internazionale, ho contribuito anche alle musiche del film Questi Giorni di Giuseppe Piccioni e vissuto una grande emozione con The Young Pope di Sorrentino, in cui ho una piccola partecipazione. Penso che sia il momento di ingranare e vorrei poter continuare il cinema e il teatro, sono due passioni diverse, è come amare due persone per due motivi diversi».

Nonostante l’America, l’Inghilterra, Roma, Milano e le grandi metropoli che Sara si è ritrovata a percorrere, il Veneto ha un posto speciale: «Sono nata in questa casa a Rovolon, sono molto legata alla mia terra e in un modo o nell’altro torno sempre… Qui, nei Colli Euganei, ci sono i miei e poi c’è Venezia che è un approdo costante della mia vita, è una città che ha definito molte cose e sento che continuerà a farlo». Nel frattempo il futuro si allontana ancora, forse Roma, forse un ritorno a Londra o nella sua California. L’andata è incerta, sul ritorno invece non ci sono dubbi: laguna veneta e Colli Euganei.