Bellunese rapito in Libia, si era convertito all’Islam

Danilo Calonego, il tecnico bellunese rapito ieri nel sud della Libia assieme all’altro italiano Bruno Cacace e ad un canadese, si era convertito all’Islam dopo il suo secondo matrimonio, con una donna marocchina. Proprio grazie ad un documento che attestava la sua adesione alla religione musulmana sarebbe riuscito a fuggire ad un precedente tentativo di rapimento, nell’ottobre 2014, da parte di un gruppo di predoni nel deserto libico. Lo stesso Calonego ne aveva parlato in un’intervista rilasciata allora al Corriere delle Alpi.

«Forse l’hanno visto, non lo so, – aveva detto riferendosi al documento – o forse il crocifisso che ancora porto al collo mi ha aiutato a uscire da quella situazione. Comunque ci hanno lasciati andare, rubandoci telefoni e camere e sparando una raffica di colpi in aria». Una testimonianza sulla quale però oggi a Sedico, anche da parte del sindaco del paese, Stefano Deon, non è stato possibile raccogliere ulteriori conferme. Nel bellunese vivono le due figlie avute da Calonego nel primo matrimonio, Simona e Pamela, due sorelle e l’anziana madre, 95enne.

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