Confedercontribuenti: «usura bancaria rimane tabù»

Un’estate particolare quella che abbiamo vissuto: lotte politiche, battaglie tra si e no, brexit, immigrazione, purtroppo terremoto e ancora tanti altri argomenti. Ma per Paolo De Carlo, Confedercontribuenti Alberobello, ci si dimentica di un grande tema che ha toccato migliaia di famiglie: «il credito legale ovvero un credito vantato dalla presenza di un titolo (mutuo o cambiale). Spesso questo credito non è a debito delle famiglie ma a credito in presenza di tassi usurai nei contratti di mutuo. Purtroppo pare che se una persona denuncia la banca diviene impossibile ottenere giustizia. Credo sia giunta l’ora di non continuare ad essere morti viventi senza tutele e senza diritti, se denunciare deve essere un dovere, tutelare il denunciante deve essere ancora più importante, aiutare chi ha denunciato deve essere la priorità eppure nessuna tutela è posta in tal senso».

«Si domanda la sospensione e non la si ottiene nel 95% dei casi nonostante si apre un procedimento nominando un CTU ma il tempo passa e la vittima di usura viene lasciata. In questi momenti la C.R. della Banca d’Italia deve essere sospesa o quanto meno andrebbero modificati l’art 50 del TUB e la art.20 della legge 44/99. Anche la stessa legge 3/2012 sull’esdebitazione, perchè chi aspetta Giustizia non deve perire di ingiustizia. Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale di Confedercontribuenti, conclude: «stiamo sollecitando la nomina del nuovo commissario antiracket e antiusura affinché le pratiche non rimangano nel dimenticatoio e soprattutto stiamo promuovendo azioni che burocratizzano l’iter risarcitorio».

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