CoVePa: «Zaia, 5 punti per la Pedemontana»

Il 15 settembre scorso alcuni componenti del CoVePa (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa) racconta che, mentre stavano allestendo un sit-in nei cantieri di Mussolente (Vi), hanno rischiato di essere travolti da un camion di ghiaie della SPV. Loro non hanno dubbi sulla dinamica della faccenda (clicca qui per il video): «non accettiamo quella che appare una provocazione bella e buona, a questo c’è poco da aggiungere, il resto lo abbiamo detto ai Carabinieri intervenuti e lo specificheremo all’autorità inquirente per sapere il nome e il cognome dell’autista che è scappato senza attendere l’intervento delle forze dell’ordine».

«Oltre alle pesanti nefandezze sugli espropri e sui “cosiddetti accordi bonari”, che di bonario hanno solo il nome, ribadiamo che ogni iniziativa sulle attività economiche di un progetto finanziario fallito non può prescindere dal mettere i soldi sul tavolo: i 300 milioni di euro degli espropri li vogliamo in contanti e in banconote da 500 euro, perché c’è poco da fidarsi di certi metodi e della capacità economica del nuovo piano di SIS per la SPV. Gli espropri sono la misura della serietà di ogni proposta e se il completamento di questi vuol dire il blocco dei cantieri si proceda con lo stop».

«Al commissario e a Zaia diciamo che andare avanti con ostinazione non serve a nulla, quest’opera non può ripartire architettando nuova finanza creativa ma tenendo conto di 5 punti indispensabili di sintesi per una Pedemontana Veneta alternativa che siamo pronti ad articolare compiutamente» :

1. Stop ai cantieri per avviare un tavolo trasparente e partecipato sul sistema di finanziamento, degli interessi e del rischio, per riprogettare una SPV dove serve e come serve;
2. Revisione del sistema dei flussi di traffico, dei pedaggi e riduzione dei costi a partire dal blocco della galleria Malo-Castelgomberto e del primo lotto, risparmiando oltre 500mln€ con riduzione dell’esposizione finanziaria;
3. Allontanamento del gruppo di gestione di questo fallimento con tutti i vertici, i collaboratori, gli assistenti e i passa carte;
4. Basta con la farsa sugli espropri: vanno pagati prima di tutti quale garanzia di ogni eventuale ripresa dei lavori;
5. Applicazione del Codice degli Appalti e Contratti con il via a un project-review della SPV con intervento della Corte dei Conti e di ANAC, rispetto della direttiva 2014/23/UE sul rischio operativo bancario a carico del concessionario.

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