«Non mi occupo di Padova neanche se me lo chiede Berlusconi»

Nicolò Ghedini, invocato come salvatore della patria dai forzisti padovani, dichiara al Mattino: «non mi sono mai occupato di politica locale». Altro che venire in soccorso degli azzurri, in procinto di uscire dalla maggioranza, transfughi a parte. «Mi occupo h24 di processi e di riforma della giustizia», assicura Ghedini, «anche se sono convinto che riformare la giustizia in Italia è impossibile».

«La vicenda padovana non fa parte dei miei principali pensieri», chiarisce ancora l’avvocato. «Per quanto vedo io – prosegue – l’amministrazione di centrodestra a Padova sta facendo un buon lavoro, ma non ho seguito molto, so solo quello che scrivono i giornali». Su Padova «è Simone Furlan che ha l’iniziativa e la fiducia di Berlusconi, oltre alla mia. Tocca a lui parlare con Bitonci». Peccato che il sindaco non abbia ancora accettato l’invito del commissario di Forza Italia in Veneto.

Visto lo stallo, si muoverà Ghedini? «Non ci penso proprio, non me ne occuperei neanche se me lo chiedesse Berlusconi. Se me lo ordina è un’altra faccenda, ma finora non l’ha fatto». Anche perché «stanno litigando per fatti personali, per contrasti caratteriali», afferma Ghedini, «questo mi dice Nicola. (Lodi, ndr). Non ci sono veri motivi di crisi». Le uscite dell’ex assessore Stefano Grigoletto su nuovo ospedale e Plebiscito sono «eccessivamente dure».

La soluzione? «Per quello che io conosco di Bitonci», afferma Ghedini, «devo dire che è un uomo acuto, intelligente, simpatico. Immagino che troverà con i suoi consiglieri e con i nostri una soluzione». Certo, questo non risolve gli enormi problemi di Forza Italia, che si ripropongono a macchia d’olio in tutta Italia. «Non abbiamo più nessuno: la scissione di Alfano e poi quella di Verdini non ci hanno portato via voti ma classe dirigente. Ci sono mille casi Padova in giro per l’Italia, la gente viene a parlamene a Roma. Adesso c’è Parisi, che in due ore di discorso cita a malapena Berlusconi…».