Un nuovo storytelling per il Teatro Olimpico di Vicenza

Come reinventare un approccio narrativo contemporaneo e spettacolare per valorizzare uno spazio storico di rilievo come l’antico Teatro Olimpico di Vicenza? È quello che si sono chiesti Alessandro Baricco e la Scuola Holden, frutto di un dialogo con Jacopo Bulgarini d’Elci, vicesindaco di Vicenza, iniziato lo scorso anno a margine dell’esperienza del Palamede portato all’Olimpico dallo stesso Baricco. Proprio per rispondere a questa domanda è sorta l’idea di inventare da zero un modo emozionante e sperimentale di visitare l’Olimpico, trasformando l’intero teatro in un’esperienza di scoperta spettacolare.

«Sono convinto che l’Olimpico, la Basilica e il Chiericati – ha detto Bulgarini d’Elci – rappresentino gli attrattori culturali di questa città. Sono tre luoghi straordinari ma li abbiamo trovati un po’ impolverati: meritavano di essere ripensati e riaffermati, meritavano di poter diventare ciascuno macchina narrativa». Ha aggiunto Alessando Baricco: «ho sempre provato grande meraviglia per questo teatro. Ma lavorandoci dentro ho potuto osservare i turisti e ho pensato che la loro visita poteva essere molto più emozionante di come è oggi. C’è molta cura verso il monumento, ma anche una certa rigidità nelle luci, nei percorsi, nelle cose che si possono e non si possono fare. Ho pensato che chi scriveva storie avrebbe potuto far diventare l’esperienza del visitatore molto più emozionale, regalando a chi entra qui per la prima volta uno sguardo che si ricorderà per tutta la vita».

Il progetto che Baricco e la Holden stanno immaginando coinvolgerà tutti gli spazi dell’Olimpico (a esclusione delle scene e del palcoscenico). I visitatori faranno un percorso in cui andranno alla scoperta di storie, ascolteranno voci, guarderanno video e immagini. Non ci sarà nulla di noioso e obbligatorio e ogni piccolo pezzo di questa narrazione comporrà un quadro più grande, che metterà in scena il Teatro stesso. Il progetto partirà il 3 marzo del prossimo anno: un’esperienza da vivere, dando spazio alla tecnologia e all’interattività.

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