Bersani a Mira (Ve): «no alla democrazia del capo»

È un Pierluigi Bersani molto critico nei confronti di Renzi, del governo e del referendum costituzionale, quello che ha parlato davanti a circa 200 simpatizzanti a Mira (Ve). A Bersani, si apprende dal Mattino, non piace questa «democrazia del capo». La riforma Boschi «porta il peso dalla periferia verso il centro e dal parlamento verso il governo» e «questo eccesso di centralizzazione a me non piace».

«Come fai a mettere la camicia di forza a una pentola a pressione?», insiste Bersani con una delle sue metafore, «come fai a pensare di governare con il 25% dei consensi? Ti pigli tutto, compresi gli organi di garanzia, dove hai il 70% di parlamentari nominati non si sa da chi perché non c’è una legge sui partiti».

Nelle due ore di dibattito, moderato da Giorgio Zapparoli, segretario del Pd di Mira, e Gigliola Scattolin, segretaria del Pd di Venezia, Bersani tocca diversi temi, ma è soprattutto quando si parla di Pd e di Renzi che si assiste ai passaggi pi interessanti. «Avere messo in campo il governo direttamente ci espone ad ogni incursione speculativa sia sul piano finanziario sia su quello politico» critica l’ex segretario nazionale, «il governo deve stare lì. Il governo è un di cui della costituzione non è il soggetto che imbraccia la costituzione».

Secondo Bersani, «Bisogna sdrammatizzare questo tema. La cittadinanza del no e del sì deve stare dentro a tutti i grandi partiti. E poi, scusate, quando si votò tra monarchia e repubblica tutti i democristiani votarono repubblica? No, eppure erano democristiani anche il giorno dopo. O tutti i comunisti hanno votato per l’aborto? No, ed erano comunisti anche il giorno dopo. I referendum sono fatti così».

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