«Giù le “Manni” dall’Arena di Verona»

Tiene banco l’ipotesi della privatizzazione della Fondazione Arena di Verona. Dopo la proposta avanzata da Sandro Veronesi (Calzedonia), anche l’imprenditore dell’acciaio Giuseppe Manni è tornato a parlare di questa ipotesi. Con parole che non sono piaciute a Michele Croce di Verona Pulita.

« Ricordiamo ancora la scioccante proposta da parte del trio Manni-Maccagnani-Lambertini di privatizzare l’Arena», scrive in una nota «offrendo solo i tre mesi estivi di opere con maestranze assunte con contratti a termine e l’allestimento delle scenografie affidato a cooperative private. Ora Manni torna alla carica e conferma la nostra teoria: Verona oggi è in vendita e tutto ha un prezzo».

«Il problema non è l’intervento privato nel pubblico», spiega Croce, «ma è un problema di uomini e idee: finché ai vertici ci saranno presunti “premi Nobel”, amici di Manni, sappiamo che il tentativo sarà quello di far fruttare l’Arena d’estate, incassare i guadagni e lasciare debiti, le vertenze e la gestione invernale del Filarmonico al pubblico».

La proposta di Verona Pulita prevede innanzitutto « di mettere a capo della fondazione un tecnico di cui tutto il mondo artistico (non politico) riconosca le capacità e l’onestà» e successivamente di puntare su marketing e « partnership con gli aeroporti e con le travel agency di tutto il mondo». Croce conclude: «possediamo uno dei monumenti più belli del mondo e non possiamo “affittarlo” a Manni: sarebbe come affittare la nostra identità»