«Cultura a Vicenza? Modello Bulgarini non è di sinistra»

La cultura a Vicenza? Non è di sinistra. E a dirlo è Pio Serafin, coordinatore della commissione cultura nel Pd vicentino, che accusa l’assessore Jacopo Bulgarini D’Elci dalle colonne del Giornale di Vicenza. «L’assessore alla crescita rilancia alla grande le iniziative per i grandi monumenti della città che ottengono molto risalto mediatico», osserva Serafin, «Teatro Olimpico, Basilica, Chiericati: ma la città finisce lì? Sembra sia lunga 300 metri. Ad esempio: dov’è Santa Bertilla? E gli altri quartieri? Ma quelli non danno lustro».

L’ultima iniziativa – lo “storytelling” di Baricco per rinnovare il Teatro Olimpico – ha dato il “la” all’invettiva. Dove sono le periferie, si chiede Serafin: «c’è qualcosa di centrosinistra in questa visione? Faccio fatica a vederlo. Poi succede che a Roma e a Torino il centrosinistra vince nei quartieri chic e perde nel resto. E se perde nel resto perde tutto». Elezioni, dunque, non solo cultura, visto anche che Bulgarini, fedelissimo di Variati, non ha tessere di partito ma si è già lanciato nella corsa delle primarie del centrosinistra.

«I grandi monumenti per i quali Vicenza è conosciuta nel mondo vengono esaltati con iniziative senz’altro ottime», ammette Serafin, «tuttavia i quartieri sono lasciati in penombra senza godere di un’analoga attenzione». Il problema è anche interno al Pd, «che sui temi della cultura in città conta poco». Serafin osserva: «né l’assessore, né il presidente della commissione sono espressione del Pd, che ogni tanto dovrebbe, anche sottovoce, provare a dire la sua. Servirebbe una sensibilità che è nel dna del centrosinistra, ma che non vedo nell’assessore».

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