«Fondazione Arena pubblica, ma con più privati»

E alla fine arriva Flavio Tosi. Il sindaco di Verona interviene nel dibattito sulla privatizzazione della Fondazione Arena, lanciato dalle dichiarazioni Sandro Veronesi, patron di Calzedonia. L’Arena riporta il commento di Tosi: «ci sono settori che non producono utili e che è indispensabile sostenere», premette il primo cittadino, «ma ci sono comparti in cui un approccio imprenditoriale potrebbe, non dico fare utili, ma sicuramente abbattere i costi. Lo stesso governo ha messo alla frusta le fondazioni liriche richiamandole a una gestione più manageriale, perché rientrino nei parametri». Per Tosi «L’Arena, come la Scala di Milano o la Fenice con una gestione oculata può avere una redditività diversa, il margine c’è».

Un’apertura? Sì, ma solo a metà: la soluzione passa attraverso «la giusta via di mezzo. In questo momento forse non ci sono le condizioni per un ente completamente privatizzato ma per una gestione meno pubblicistica sì». Tosi fa l’esempio di Agsm e Amia, partecipate che stanno sul mercato: «Se hai un’azienda pubblica, ma la costringi a competere, essa assume parametri di efficienza e lo stesso vale per le fondazioni liriche». Tosi lancia la «sponsorizzazione delle serate»: dacché essere soci «ha una convenienza relativa per il costo e perché non si ha un ritorno di immagine diretto», comprare una serata potrebbe essere un buon incentivo ai privati, «quella sera l’Arena è tua e hai un ritorno d’immagine».

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