Rapiti in Libia, l’azienda: «erano scortati»

Mentre non si registrano nuove notizie sui due italiani rapiti in Libia, fra cui il bellunese Danilo Calonego, l’azienda per cui lavorano risponde alle accuse. Come ricorda il Corriere del Veneto, la ditta piemontese era accusata di aver tolto la scorta ai lavoratori solo qualche giorno prima dell’agguato. Questa la replica:

Non è mai stata revocata la scorta armata al personale operante, a cui erano stati messi a disposizione sia tre autisti armati, sia quattro militari governativi armati, due per turno, a rotazione, da utilizzare, a loro discrezione, in base alle esigenze di cantiere e in base agli spostamenti da effettuare sul territorio.Il giorno del rapimento i tecnici Cacace e Calonego, per il trasferimento dal campo al cantiere, hanno portato con sé un solo autista armato che, vista la situazione sopravvenuta, fortunatamente non ha reagito onde evitare il peggio.

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