«Campiello: noi leggiamo i libri, è Zecchi che diserta riunioni»

Polemica post-Campiello tra la Giuria dei letterati del premio letterario ed uno dei suoi componenti, il prof. Stefano Zecchi, che su Panorama della scorsa settimana aveva criticato il fatto, in sostanza, che si arrivasse a premiare dei libri senza leggerli, tanto è il materiale inviato. «E’ molto curioso – scrivono in una nota sei componenti della giuria – che il prof. Stefano Zecchi, da quest’anno membro della giuria, abbia espresso giudizi così polemici. Se avesse frequentato più assiduamente le riunioni preparatorie, invece di disertarle così spesso, si sarebbe accorto che leggiamo davvero i libri di cui parliamo. Avrebbe scoperto – sottolineano in una nota Federico Bertoni, Chiara Fenoglio, Luigi Matt, Ermanno Paccagnini, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Emanuele Zinato – che ci confrontiamo nel merito durante i nostri incontri, che mettiamo in comune idee e passioni e che spesso riusciamo perfino a divertirci. Con una formula: la responsabilità della critica in tempi di ipertrofia libraria».

«Ci dispiace – aggiungono – deludere le aspettative romanzesche di chi si immagina intrallazzi, complotti, pressioni delle case editrici o dei soliti poteri forti, ma è davvero tutto qui. E chi lavora seriamente nella giuria del Campiello, non importa da quanti anni, lo fa così: con impegno, passione, curiosità, disponibilità di tempo e una bella dose di generosità intellettuale (nonché materiale, visto che l’incarico non è retribuito). Nessuno peraltro ne fa un’improbabile passerella per la celebrità (riuscite a immaginare un’espressione con meno appeal: Giuria dei Letterati?), tanto che i membri famosi lo sono già per altre vie, e giustamente attirano l’attenzione di pubblico e giornali. Troppi libri? Può darsi. Ma chi è abituato a leggerne molti per mestiere ha sviluppato capacità selettive che lo aiutano a orientarsi anche quando gli scatoloni inviati dalla segreteria del premio si accumulano senza pietà sul pavimento».

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