Consiglio d’Europa: «dubbi su rispetto diritti migranti in Italia»

«C’è ancora incertezza sull’efficacia delle misure adottate dalle autorità italiane per assicurare che ai migranti che arrivano dalla Grecia nei porti dell’Adriatico sia garantito l’accesso alle procedure di protezione internazionale» e manca la conferma che l’Italia ha smesso di rinviarli in Grecia, come prevede anche l’accordo firmato dai due paesi nel 1999. E’ quanto viene affermato in una decisione del comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. L’esecutivo dell’organizzazione sta monitorando le misure prese dall’Italia affinché eviti di violare nuovamente i diritti dei migranti, come successo nel caso di quattro uomini rinviati in Grecia dal porto d’Ancona tra il 2008 e il 2009. Episodio per il quale il nostro Paese è stato condannato dalla Corte di Strasburgo l’anno scorso.

Per accertarsi che la situazione attuale offra ai migranti le necessarie garanzie il comitato dei ministri chiede all’Italia di confermare di aver abbandonato la pratica di trasferire in Grecia persone che arrivano nei porti dell’Adriatico e chiedono la protezione internazionale. Il comitato dei ministri chiede anche all’Italia di fornire informazioni sull’attuale organizzazione e funzionamento del sistema di ricezione nei porti di Ancona, Bari, Brindisi e Venezia, nonché sulle risorse umane e finanziarie impiegate a tale fine. Inoltre domanda chiarimenti sulle attuali procedure messe in atto all’arrivo dei migranti, su come viene garantito il loro accesso ai servizi forniti dalle Ong, e sui tempi e gli accordi presi in caso di un loro rinvio in Grecia.

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