Fusione con Bp, in Bpm dialogo (faticoso) coi soci pensionati

Gli organi interni di Bpm rappresentano l’ultimo ostacolo in vista della fusione con il Banco Popolare. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, sono i soci pensionati a rivelarsi l’osso più duro. Mancano solo tre settimane all’assemblea che dovrà ratificare la fusione; ieri l’ad Giuseppe Castagna ha incontrato 300 soci pensionati. Nonostante entrambe le parti abbiano manifestato volontà di dialogare, dopo quattro ore a porte chiuse l’incontro si è concluso con un nulla di fatto.

Giovanni Bianchini, presidente dell’Associazione Lisippo, contrario alla fusione, ha raccontato la riunione dal suo punto di vista: «Castagna ha fatto appello agli aspetti di fede nei suoi confronti, ha detto che quella con il Banco Popolare era l’unica strada possibile e dunque niente di nuovo sotto il sole». Si è invece trattato di «una buona riunione, perché abbiamo avuto una buona presentazione» secondo Assopensionati Bpm.

A suscitare maggiori perplessità sono il concambio con il Banco Popolare, troppo a favore di quest’ultimo, la scelta ricaduta sempre sul Banco (i pensionati avrebbero preferito Ubi o l’autonomia) e la mancanza di garanzie sul welfare interno. L’ad Castagna rimane comunque «fiducioso» della riuscita dell’operazione, «l’importante è che la gente arrivi consapevole e non guidata dalla pancia».