«Mose, 20 milioni di fondi neri»

I fondi neri accumulati dalla Mantonvani Spa in circa 10 anni di costruzione del Mose, dal 2004 al 2013, ammonterebbero a circa 20 milioni di euro. A dirlo, riferisce la Nuova Venezia, è stato Nicolò Buson, ragioniere della ditta di Piergiorgio Baita, interrogato in aula ieri. «I fondi neri servivano a pagare i politici locali, come Giancarlo Galan e Renato Chisso (nella foto), i referenti romani come il ministro Altero Matteoli, quelli del Magistrato alle acque».

Per accrescere questi fondi neri, venivano ritoccati i prezzi dei sassi croati e della sicurezza e aggiungendo servizi di pura fantasia, come quelli pagati a William Colombelli, presidente di una società con sede a San Marino. «Quei soldi finivano in una banca svizzera in conti sotto copertura», ricordato Buson, «si chiamavano “Fortissimo” e “Vericello”. Tornavano in Italia in contanti, in banconote da 500 e 200, portati da “spalloni” che attraversavano il confine. Io non sono coraggioso e soltanto una volta sono andato a prenderli. Quelli da San Marino, invece, li riportava in Italia Claudia Minutillo e qualche volta Colombelli».

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