Vicenza, è già crisi

Segna poco, prende due gol a partita, non ha gioco. Partenza alla grande per Cittadella e Hellas Verona

Inizio di campionato alla grande per due delle tre venete di serie B. Il neopromosso Cittadella è capoclassifica a pieno punteggio, il retrocesso Hellas Verona è al secondo posto da solo. Partenza invece sotto tono per il Vicenza: 17posizione con appena 4 punti. Non ci si poteva aspettare molto di più come punteggio, ma forse si sotto il profilo della qualità del gioco. Che, tranne che nella vittoriosa trasferta di Salerno, è stato senz’altro modesto.

Nessuno si era fatto illusioni dopo che il presidente Pastorelli aveva, con sincerità rara nel calcio, chiarito che l’obbiettivo numero uno della nuova proprietà sarebbe stato il ridimensionamento del pesante debito ereditato da Cassingena. Così è stato anche nella gestione sportiva. Sono stati ceduti o, per così dire, non ci si è fatti in quattro per trattenere giocatori con contratto oneroso. Gli acquisti sono stati più mirati al low cost che alla qualità e infatti sono arrivati calciatori che, almeno fino ad oggi, non sono sembrati all’altezza di quelli che hanno sostituito. Complicazioni impreviste sono state causate da infortuni in pre season con conseguente ricerca, nelle peggiori condizioni di mercato, di sostituti dell’ultimo momento.

Poi c’è stato il caso Raicevic. Il centravanti montenegrino è stato la rivelazione del girone di andata dello scorso campionato. In gennaio il Napoli lo aveva richiesto ma il Vicenza non aveva ritenuto adeguato il corrispettivo offerto da De Laurentiis. Anche a causa della mancanza di altri pretendendenti, si era deciso di tenere il giocatore. Il cambio di allenatore aveva però sparigliato le cose. A differenza del suo predecessore Marino (a cui va riconosciuto il merito di aver lanciato Raicevic), Lerda non aveva creduto nel giocatore preferendogli Ebagua. Raicevic nel girone di ritorno aveva giocato pochissimo e segnato appena un gol. Si era parlato di un malanno che ne impediva l’utilizzo a tempo pieno, ma i dettagli non si sono mai saputi. Forse per non danneggiare il valore di mercato dell’attaccante. Che comunque, visto lo scarso minutaggio e l’azzeramento (o quasi) dei gol segnati, era lo stesso sprofondato. Quest’estate quindi non c’è stata propriamente la coda per acquistarlo. Qualche interessamento, offerte modeste. Raicevic è rimasto a Vicenza. Forse non soddisfattissimo e si può capire: un ragazzo di 23 anni che, pochi mesi prima, si vedeva già in Serie A (con i relativi emolumenti), per due volte consecutive perdeva l’occasione per dare una svolta alla sua carriera. In più il presidente Pastorelli rispondeva picche alla sua richiesta di prolungare e adeguare il contratto. Raicevic continua quindi a percepire dal Vicenza lo stesso trattamento dell’anno scorso. Non proprio motivante… Nelle quattro gare di campionato giocate il centravanti non ha ancora segnato e, soprattutto, sembra vittima di una involuzione tecnica e psicologica.

Il Vicenza è quindi, al momento, privo di un uomo-gol. Le alternative a disposizione di Lerda sono un ventenne senza esperienza e un attaccante che si è messo in mostra nel girone meridionale della Lega Pro. Il primo problema del Vicenza è insomma l’attacco: finora tre le reti segnate, di cui due da un centrocampista. Il secondo problema è la difesa. Anche in questo caso i numeri sono molto negativi, perché la retroguardia biancorossa è la seconda peggiore del girone con nove reti a carico, quasi due di media per gara. La terza criticità è la condizione. In campo si vede chiaramente che la squadra non ha corsa, velocità, cambio di ritmo. La vittoriosa trasferta di Salerno aveva dato l’illusione di una subitanea crescita, la successiva di Ascoli ha addirittura segnato un passo indietro rispetto alle prime giornate.

Molto e difficile lavoro per Lerda, dunque. Può essere che il rientro di alcuni titolari migliori le cose, come anche l’acquisire giocando una condizione decente per alcuni dei nuovi, arrivati evidentemente impreparati per il campionato. Può anche essere che, strada facendo, Raicevic trovi motivazioni per tornare il bomber di un anno fa. Il sospetto però è che a questa squadra manchi qualche tassello, a cominciare da un play maker, di cui nel calcio di oggi si può anche fare a meno ma che al Vicenza servirebbe assai. La difesa poi, salvo exploit di qualcuno (al momento peraltro poco prevedibile), sembra destinata a soffrire contro ogni avversario. E poi c’è il gioco, che finora è stato fiacco e prevedibile, mentre una squadra non eccelsa come il Vicenza dovrebbe andare sempre in campo per mangiarsi gli avversari.

Anche in questo campionato non mancherà alla squadra il solito splendido, generoso, fedele pubblico del Menti. Non ostante il basso profilo della società, non ostante la crisi causata dalla Banca Popolare, non ostante un pre campionato poco promettente, i tifosi vicentini hanno sottoscritto più di 5.000 abbonamenti. E sono pronti a dare incondizionata fiducia al presidente, all’allenatore, ai giocatori.

 (ph: da www.vicenzacalcio.com)