Venezia, il destino è città-hotel?

Secondo quanto si legge su La Nuova Venezia erano 400 gli alberghi alla fine dello scorso anno a Venezia, per una disponibilità totale di posti letto che supera i 30 mila. In crescita di più di 500 posti in un anno, con un centinaio di palazzi che negli ultimi dieci anni sono diventati alberghi: è questa la tendenza, già individuata dall’architetto Vittorio Gregotti, della città di Venezia a trasformarsi in un “grande hotel”. Coi residenti che diminuiscono mentre il numero di turisti cresce inesorabilmente.

Spingendo la crescita, oltre che degli alberghi, anche delle altre strutture ricettive: bed & breakfast, affittacamere e appartamenti per turisti, che offrono complessivamente 20.500 posti letto aggiuntivi. Questi sono, almeno, i dati ufficiali, che non tengono conto dell’abbondante “nero” che si riscontra soprattutto tra l’offerta extralberghiera (che nell’ultimo anno è cresciuta di oltre 1200 posti letto, sempre secondo i dati ufficiali).

Un’accelerata alla trasformazione in città-dormitorio è data dalle cessioni degli edifici pubblici, venduti dal Comune o da altri enti per fare cassa: Palazzo Papadopoli, ad esempio, da sede del Provveditorato agli Studi è diventato la sede dell’Aman Hotel. Storia analoga per Palazzo San Cassiano, già sede del Tribunale e ora dell’Hotel l’Orologio. Ma l’elenco sarebbe ancora lungo…

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