«Olimpiadi 2024 a Este»

Este si candida ad ospitare le Olimpiadi del 2024. La clamorosa (e decisamente provocatoria) proposta arriva dall’assessore allo Sport Sergio Gobbo e dal sindaco Roberto Gallana. Come si apprende dal Mattino, i due hanno candidato ufficialmente la loro cittadina con una lettera al premier Matteo Renzi. «Rinunciare all’opportunità di ospitare le Olimpiadi», scrivono i due, «è una grande perdita per l’Italia intera, sia in termini economici che di prestigio internazionale». Per Gobbo e Gallan, «rilanciare l’immagine del nostro Paese ospitando le Olimpiadi potrebbe essere la chiave di volta per uscire dal baratro in cui l’economia italiana è finita da diversi anni».

Di qui la richiesta « di verificare se vi sono altre città che le vogliono» e la provocazione: «la nostra città e questo territorio si candidano per ospitare le Olimpiadi del 2024, pur non avendo le risorse e i requisiti per ospitare un evento di siffatta dimensione, ma con l’auspicio che le stesse provengano dal Governo centrale al pari di quelle messe a disposizione per Roma». Este, del resto, figura fra le “Aree di crisi non complessa” e servirebbe un volano per il rilancio dopo una « grave crisi economica e occupazionale che da diversi anni ha messo in ginocchio le nostre realtà produttive e, di conseguenza, migliaia di persone e di famiglie».

La “provocazione” prosegue: «le risorse investite porterebbero lavoro in questo territorio per molti anni, generando un volano anche per tutto il settore terziario. La promozione internazionale di questo territorio genererebbe un indotto turistico richiamando grandi investimenti. Il nostro territorio godrebbe per il futuro delle opere infrastrutturali che verrebbero realizzate e sicuramente gli impianti sportivi non verrebbero poi lasciati in una situazione di incuria e di abbandono come è successo altrove nel passato, visto che verrebbero utilizzate quotidianamente da tutte le nostre società sportive, tutte oggi alla ricerca di impianti adeguati alle loro necessità. Insomma – concludono Gobbo e Gallana –, noi ci siamo!».

Ph. Alessandro Vecchi, wikipedia.org

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