Smentita la fusione BpVi-Vb. Mion, pareva brutto chiamare Anselmi?

Il presidente BpVi con doppia intervista su due giornali annuncia il matrimonio. Il suo omologo trevigiano gli risponde picche. Ma non hanno lo stesso azionista?

Fra il dire e il fare, a volte c’è di mezzo il telefonare. Gianni Mion, da appena due mesi presidente della Banca Popolare di Vicenza, avrebbe dovuto fare una telefonatina al suo omologo in Veneto Banca, Beniamino Anselmi, prima di rilasciare le due interviste a tutta pagina sul Giornale di Vicenza e sul Mattino di ieri. Giusto per verificare che il suo annuncio di fusione in tempi «rapidi, perché c’è poco tempo», fra BpVi e Vb, non venga smentito il giorno dopo con poche e tombali parole da Montebelluna: «Prima di parlare di fidanzamento e poi di matrimonio, magari sarebbe il caso di chiedere il parere dell’interessato. Che vuole che le dica, queste dichiarazioni mi sorprendono un po’» (Anselmi sul Mattino di oggi).

Possibile che il neo-presidente di una banca che ha il disperato bisogno di riconquistare la fiducia di clienti e investitori, che dichiara di essere «sempre» preoccupato «perché solo così si anticipano i problemi e si possono risolvere», che afferma che o si trova «un socio che la conduca in mare aperto» o l’alternativa é il «cantiere di smantellamento», possibile che non abbia pensato che, senza previo passaggio presso la banca con cui sposarsi, c’era il rischio di esporsi ad una figura barbina? Per lo meno, poteva sincerarsi che l’altro presidente avrebbe atteso un due-tre giorni, per sconfessarlo, anziché 24 ore.

Ma diciamo che Mion, che non proviene dall’ambiente bancario e ci tiene a far sapere sul GdV che lui é un uomo da scarpe da jogging fra i lussi orientali della sede mega-galattica in quel di Milano, della comunicazione ha un concetto così poco istituzionale che si lascia scappare anche le verità che fanno male. Che fanno male alla banca, oltre che a lui e al cda che presiede. Per esempio: ma con questi chiari di luna, era proprio necessario spifferare che il presidente della BpVi non è in sintonia con l’azionista di BpVi, cioé il fondo Atlante, proprio sul messaggio che intendeva lanciare, e cioé questa benedetta fusione con Veneto Banca? Ed era opportuno ammettere al Mattino, candido e serafico, che il piano di ingresso nel capitale dei fondi americani «non l’abbiamo visionato, sappiamo quello che dicono i giornali»? Che l’azionista Atlante faccia il suo gioco, ci sta. Che non informi neppure il consiglio d’amministrazione della banca di cui è proprietario, ci sta meno ma prendiamo atto. Ma che il presidente del suddetto cda lo certifichi dichiarandolo urbi et orbi, non ci sta proprio. Prossima volta, digitare Anselmi sul cellulare, please.