Transumanza a Bressanvido, vacche felici e formaggi rari

In occasione della presentazione del Festival dell’Agricoltura, Convivioitalia ha organizzato una serata di alta gastronomia a base esclusivamente di formaggi dai pascoli montani dell’intero arco alpino italiano.

Parlare di cibo significa parlare sempre anche di agricoltura, di economia e di politica. Quanto vale stare insieme? Condividere il tempo, le storie, le emozioni. Quel visionario di Carlin Petrini dal Salone del Gusto di Torino, si dice convinto che i beni di relazione siano l’economia più importante del 2016: «non sono pubblici e non sono privati. Sono i beni che contano davvero. Perché sono la coesione della società civile». Guardiamo cosa succede oggi in questo paesino per effetto della Transumanza, di questa tradizione millenaria, riportata alla luce 18 anni fa da una famiglia di allevatori con una mandria di 450 vacche, un’Amministrazione comunale fatta di gente che ascolta, coinvolge e fa, e da una impresa lattiero-casearia che riunisce 400 soci conferitori di latte. La Transumanza è un bene di relazione, che fa da ponte fra le vecchie e le nuove generazioni, tra gente di montagna e gente di campagna, tra artigiani e industriali, tra protagonisti della filiera produttiva e pubblico/consumatori.

La terra in questi ultimi 20 anni ha sopportato inquinamenti e maltrattamenti. Le risorse sono state veramente depredate. Adesso c’è una tendenza a rigenerarla. E questa tendenza nasce dai consumatori, perché stanno prendendo atto che cibo e salute vanno di pari passo. Il consumatore è sempre più esigente e selettivo; deve però avere elementi anche per poter distinguere tra produzioni “virtuose” come quelle che abbiamo degustato qui, e produzioni di “largo consumo” con standard predefiniti di igiene e di qualità. Il cibo è cultura e CONVIVIOITALIA ha condiviso con gli ospiti invitati a Villa Mezzalira un’esperienza sensoriale monotematica: formaggi di vacca – a latte crudo – di alpeggio. Mano a mano che uscivano le portate, Luca della Stanga delle Bontà, Milady di MalgaVerde e Bruno di ZonaAlpi hanno raccontato tutti i 12 formaggi in degustazione.

Ecco il menù della serata

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