Zonin, Dolcetta e adesso Mion: siamo messi da bestie

Dopo un giro alla festa del recioto a Gambellara, le considerazioni dell’azionista medio incazzato impoverito della BpVi

Ieri mi è venuta un’idea balzana. Ho detto alla Teresa: dai, è una bella giornata, calda, andiamo a fare un giro da qualche parte. Magari chiamiamo anche l’Augusto e la Lia che è un pezzo che ci dicono di andare a fare un giro insieme. Telefono all’Augusto e quello mi fa: volentieri. Avevamo voglia di andare a Gambellara che c’è la festa del recioto. L’anno scorso ci siamo stati e ci si diverte in sacco.
Gambellara? – faccio io – proprio Gambellara? Mi fai ritornare in mente Gianni Zonin e tutti i soldi che abbiamo perso!
Lascia perdere Gianni Zonin. Ormai, quel che è stato è stato. I tuoi soldi non li rivedi neanche morto, mettiti il cuore in pace.
Certo, gli ho detto, faccio di tutto per non ricordarmene e tu mi porti a Gambellara…
Dai vieni, ti assicuro che tra un goto e l’altro ti dimenticherai di Zonin e di tutto il resto. Poi, al ritorno, facciamo guidare la Lia che è astemia, così noi possiamo darci dentro.

Ci ho messo un bel po’ a convincere la Teresa, che non ne voleva sapere. Alla fine siamo andati. E ci siamo anche divertiti, come no? Una gran festa. Le cantine di Zonin erano chiuse. Oddio! come mai?
Bravo – mi fa l’Augusto – Una volta erano al centro della festa, adesso hanno paura che la gente vada dentro non a bere ma a rompere tutto. Meglio tener chiuso, non si sa mai.

Augusto ci ha poi portati in una specie di pub, pieno di ragazzotti.
Andiamo via, gli ho detto, non vedi che è un posto da giovani?
No – fa lui – ho visto un tizio che devo salutare.
Mi guardo intorno e vedo bottiglie di tutti i tipi e di tutte le marche. Ci metto l’occhio: non una bottiglia di Zonin che sia una. Hai visto, faccio ad Augusto, non c’è neanche una bottiglia di Zonin…
Caspita! È vero. Aspetta che chiedo. Vedo che va al banco. Non sento quello che dicono, perché c’è un bordello che non vi dico. Torna e mi fa: gliel’ho chiesto. Le hanno nascoste, o girate che non si veda il nome. Hanno paura che le usino come bottiglie molotov…
La Teresa, che ha la lingua sacrilega, fa: e cosa volevi, che se le portassero a casa come ricordo?

Andiamo poi in un posto un po’ più tranquillo, a mangiare e chiacchierare. Di Zonin, della banca e di tutto il resto. Quel canchero di Augusto era informato, eccome! Pareva che ci prendesse gusto a dirmi certe cose.
Siamo messi da bestie, caro mio. Hai letto l’intervista al nuovo presidente Mion? Questo riceve i giornalisti a Milano e quel canchero di Smiderle che prima, se Zonin pisciava fuori dal vaso, ci raccontava che la colpa era del vaso che era troppo piccolo, adesso la smena con lo sfarzo della sede, il lusso, i quadri e tutto il resto. Tutta roba che hai pagato anche tu, con i tuoi soldi, ovviamente. Sto Mion vuole la fusione con Veneto Banca. Vedrai che quelli di Treviso ci risponderanno picche, come al solito. E poi sarebbe un disastro, ti pensi quanti sportelli dovrebbero chiudere…
Certo, faccio io, che da Zonin a Dolcetta e adesso a Mion non è che siamo andati poi tanto in meglio.
Certo che no. Anzi, adesso Mion dà la colpa di tutto a voi azionisti, che vi siete lasciati imbambolare per anni da Zonin, e magari un po’ di ragione ce l’ha. Ti ripeto, siamo messi da bestie. In tutti i sensi. Il sindaco è bravo solo a parlare. Cambia idea a seconda del vento che gira. Fa il basabanchi quando c’è da prendere voti e poi corre a sposare i gay, a cominciare dal suo amico Zigliotto, che ci fa anche i ricami con le sue storie d’amore. Il vice sindaco… hai visto la foto che ha pubblicato Vvox? E noi dovremmo farci amministrare da un tipo del genere? Meglio che scappiamo via. Hai visto? Organizzano la festa dello sport a Campo Marzo. Le famiglie ci vanno tranquille e cosa vedono? Pieno dappertutto di siringhe. Ma almeno dagli una ripulita prima, o no? Gli infermieri del Pronto Soccorso fanno i matti, ma si mette di mezzo il sindacato e così castigano il primario. E Stella ci sputtana sul Corriere, così tutta Italia ci fa gli sberleffi.
Ma scusa, gli faccio io, mi hai portato a Gambellara per far festa o per farmi andare tutto di traverso?
Scusa, scusa, non volevo. Mi è venuto così, spontaneo.
Sapete cosa vi dico? – sbotta la Teresa – che la Madonna di Monte Berico si è così stufata di noi, che ci ha girato le spalle…
Andiamo a ballare, va là, che è meglio.

Ph. bereilvino.it