Nuovo ospedale Padova Est, consiglieri comunali interrogati dalla Gdf

Alcuni consiglieri comunali (sia di maggioranza, sia di opposizione) di Padova sono stati convocati nelle scorse settimane dalla Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle, si apprende dal Mattino, stanno indagando sulla cessione dei territori a Padova Est; la zona dove secondo i piani di Sindaco e Regione dovrà sorgere il nuovo ospedale. Le indagini pare siano state avviate dopo l’esposto del deputato del Pd Alessandro Naccarato, il quale ipotizzava «una speculazione urbanistica dei privati proprietari di una parte dei terreni di Padova est».

La GdF sta ricostruendo le alterne vicende che hanno portato alla delibera della variante del piano interventi (9 maggio) e la variante al Pua Ir2 (5 luglio). In particolare quest’ultima ha consegnato al Comune i 128 mila metri quadri di terreno a San Lazzaro necessari per dare inizio al progetto. I privati, in cambio, ricevettero libertà d’azione su 189 mila metri cubi inseriti nel piano di lottizzazione. I progetti in tal senso già ci sono e si tratta di tre grattacieli e due capannoni commerciali.

E chi sono questi privati? Il “Consorzio urbanizzazione quadrante nordest”, così suddiviso: 92,5% alla Via San Lazzaro Properties srl; 7% all’Immobiliare Galzignano srl; 0,5% alla Mantegna Immobiliare srl. La San Lazzaro, attualmente in liquidazione, è partecipata al 70% da Bdp Properties (anch’essa in liquidazione) e al 30% da Edilbasso. In questo gioco di scatole cinesi è quel 70% della San Lazzaro a guadagnarsi le attenzioni degli inquirenti: il 4 luglio 2014 passò di mano da Dh Residencia a Bdp Capitl Bv (che lo girò poi a Bdp Properties) per 1 euro.

Il bilancio di Bdp approvato a settembre 2014 spiegava così l’operazione: in quella proprietà si «prevede la realizzazione della stazione ad alta velocità e l’ipotesi della costruzione del nuovo ospedale di Padova». Eppure il primo annuncio pubblico di Massimo Bitonci sull’ospedale a Padova Est è datato 10 novembre 2014. La domanda sorge spontanea: come facevano i vertici di Bdp a conoscere in anticipo i piani dell’amministrazione?