Berlusconi criticabile, ma tentò di salvare Eluana Englaro

Il ventennio berlusconiano è costellato di luci e ombre. Ma chi l’ha votato non si pente di certo. Non fosse altro che per un singolo, luminoso episodio

Anche se l’uomo è ancora vivo e vegeto, l’ottantesimo compleanno di Silvio Berlusconi, ricorso ieri, si è tradotto per molti nell’occasione per tracciare un bilancio della ventennale stagione politica dell’ex Cavaliere. Si è così assistito ad un insolito intreccio tra nostalgie e ricordi controversi, divisioni e memorie condivise, a conferma dell’eccezionalità che il leader di centrodestra ha comunque la si pensi incarnato.

Devo dire che pur collocandomi tra quanti vedono, nella stagione berlusconiana, un periodo di luci ed ombre – anche se il bilancio, a mio giudizio, rimane nell’insieme molto meno negativo di quanti molti tutt’oggi non credano – non solo non rinnego di aver votato per Silvio Berlusconi, cosa il cui solo pensiero ancora oggi fa venire a tanti l’orticaria, ma trovo ancora ragioni per essergli grato. Una, in particolare: quella di aver tentato di salvare la vita ad Eluana Englaro. Un gesto coraggioso – drammaticamente controbilanciato, in negativo, da chi non al Quirinale volle apporre una firma, è il caso di dirlo, salvavita – per il quale, da cattolico, ero sono e rimango grato a Berlusconi.

Questo non significa, sia chiaro, far finta di dimenticare i molteplici scandali o comunque le criticità che hanno purtroppo contrassegnato le sue legislature ma solamente volgere uno sguardo al senso primo della politica che è quello, almeno per me, di pensare ai più deboli e indifesi tra i cittadini. Categoria alla quale, il 9 febbraio 2009, senza dubbio apparteneva la povera Eluana la quale, fosse dipeso dall’ex Cavaliere, oggi, forse, sarebbe ancora tra noi. Scusate se è poco.

(ph: foto d’archivio, agenzia Fotogramma)