«Bergamin non rispetta la legge, Giunta Zaia lo sostiene»

 

«Il sindaco di Rovigo Bergamin viola la legge e poi continua a bullarsi delle proprie imprese sui social network, trovando il consenso dell’assessore regionale Corazzari. Mi chiedo se questa è la linea di Zaia, pronto a candidarsi con la Lega per guidare il Paese, e della sua Giunta: approvare e sostenere chi non rispetta la legge e la dignità delle persone. Questa volta però Bergamin dovrà rispondere delle proprie azioni». Così il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin spiega la sua interrogazione a risposta immediata presentata in Consiglio nonché l’esposto presentato in Procura «dopo il blitz, in spregio ad ogni regola, del primo cittadino Massimo Bergamin, – continua Azzalin – accompagnato dal capo della Polizia municipale Tesoro, all’interno di una villetta destinata all’accoglienza dei profughi con tanto di pubblicazione su Facebook delle foto scattate durante l’intervento».

«Non è la prima volta che il sindaco di Rovigo si cimenta in simili imprese, accedendo in proprietà private senza alcuna autorizzazione da parte della magistratura, condizione obbligatoria anche per le forze di Polizia – sottolinea il consigliere del PD – Nell’irruzione di Bergamin si ravvisa l’abuso in atti di ufficio per una molteplicità di comportamenti, dalle modalità illegittime di accesso nell’alloggio, alla violazione di domicilio e del diritto alla privacy e interferenze illecite nella vita privata, oltre all’ingiustificato uso della forza da parte di pubblici ufficiali, poiché eventuali controlli, sempre nel rispetto della legge potevano essere attuati con modalità diverse. A tutto questo si aggiunge l’istigazione alla discriminazione razziale. Bergamin va avanti con la sua foga xenofoba, minacciando oltretutto di rendere la vita impossibile a chi ha intenzione di destinare appartamenti o capannoni all’accoglienza dei profughi».

«Ad aggravare politicamente la situazione – riprende il consigliere del Partito Democratico – c’è la sponda che Bergamin ha trovato in Regione. Anziché condannare una simile azione, palesemente illegale, la Giunta preferisce elogiarlo con le parole dell’assessore Corazzari, “Fa quello che ogni sindaco dovrebbe fare: alzarsi dalla poltrona e controllare in prima persona le situazioni che destano allarme per i cittadini. Altroché denunce: dovrebbero dargli una medaglia”. Parole gravissime: mi chiedo se la linea istituzionale del presidente Zaia sulla questione dell’accoglienza sia questa. Avallare blitz e irruzioni che rimandano a tempi bui e in violazione di qualsiasi legge vigente».