BpVi & Vb, Penati: «priorità è rilancio istituti»

L’obiettivo prioritario è di «rilanciare e valorizzare la banca». Secondo quanto riportato dal Corriere Economia, lo ha scritto il presidente del Fondo Atlante, Alessandro Penati, nelle lettere indirizzate alle recenti assemblee di Veneto Banca e BpVi che hanno portato alla nomina degli attuali vertici. «Auspichiamo quindi che venga rivisto il piano industriale della banca – scrive Penati – senza scartare alcuna ipotesi».

«Saremo aperti ad eventuali partnership finanziarie e industriali – aggiunge – purché sulla base di reali apporti di capitale e di know how per lo sviluppo e pronti a valutare, una volta avviata inequivocabilmente l’opera di ristrutturazione e rilancio e fatta chiarezza sui costi pregressi, ipotesi di quotazione o di fusione con altre banche, a patto che siano nell’interesse di tutti gli stakeholder».

Dunque l’azionista insiste sul fatto che la priorità è il rilancio dei due istituti e non, ad esempio, il progetto di fusione riproposto recentemente dai vertici della Popolare di Vicenza. «Ora è il momento della riconquista della fiducia, del lavoro duro e dello sviluppo di maggiore efficienza», scrive Penati

Anche l’ad di Veneto Banca Cristiano Carrus è intervenuto in merito alla fusione: «è una operazione che ha senso solamente se crea valore e al momento la nostra agenda ha altre priorità: una zavorra industriale di quasi 8 miliardi di Npl da risolvere; un sincero taglio dei costi che non riguarda il personale; lo studio dell’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti manager; i tavoli di conciliazione con la nostra clientela».

Insomma, la priorità è riconquistare l’efficienza. Anche perchè l’unico effetto sicuro della fusione dei due istituti sarebbe, ad oggi, il fatto che degli 11.500 dipendenti ne basterebbe la metà o poco più. Con una mole notevole di prepensionamenti. Mentre non è chiaro dove stia l’interesse per gli stakeholder nella fusione di due istituti tecnicamente falliti (e tenuti in vita da Atlante), con BpVi che ha visto l’ultimo utile nel 2012 e da allora ha messo a bilancio perdite per 3 miliardi.