Bitonci: «Problemi? Sì, con politici lazzaroni»

La maggioranza in consiglio comunale a Padova è in bilico. Massimo Bitonci ha rilasciato in proposito un’ampia intervista al Corriere del Veneto. «È normale», dice in merito ai 3 assessori dimessisi e ai 4 consiglieri passati all’opposizione, «che dopo 2 anni ci siano dei riposizionamenti ma l’ultima uscita, quella di Russo, è molto strana e credo si spiegherà solo nelle prossime settimane. Mi definiva il suo “padre putativo”, mi mandava sms dai toni francamente imbarazzanti… Sono dispiaciuto ma vado avanti». Sullo scontro con Forza Italia, il sindaco sostiene di aver «dato molto spazio ai loro assessori», ricevendo in «in cambio solo cocenti delusioni, su tutti da Grigoletto». L’opposizione forzista, poi, trarrebbe origine da un mero calcolo elettorale: «dicono che la mia lista civica alle prossime elezioni potrebbe raddoppiare i consensi svuotandoli», osserva il sindaco, «la loro è una manovra politica in cui intravedo una regia».

I due punti cruciali, almeno secondo i fuoriusciti, sono il nuovo ospedale, “spostato” a est dal sindaco, e lo stadio al Plebiscito. Sul primo: «A Padova Ovest, sito suggerito dalla precedente amministrazione, non c’erano i terreni, le opere, neppure la dichiarazione di interesse pubblico. Lì l’ospedale non si sarebbe mai costruito. La mia proposta era il “nuovo su vecchio” ma università e Regione hanno detto no. Da quel momento mi sono messo alla ricerca di una nuova area, senza bacchetta magica, e alla fine l’abbiamo trovata: daremo alla Regione 530 mila metri, gratis». Mentre l’inchiesta in atto (la guardia di finanza ha interrogato diversi consiglieri comunali, ndr), «va verso l’archiviazione».

Sullo Stadio al Plebiscito, Bitonci insiste: «una volta finito sarà un gioiellino restituito a tutti i padovani e non solo per il calcio». Il sindaco racconta: «sabato ero allo stadio a vedere il Padova, in un Euganeo abbandonato da anni: i tifosi mi hanno dedicato dei cori e hanno fatto volantinaggio a favore del Plebiscito. Pure il Coni mi dato il via libera». Bitonci dribbla però la domanda sul possibile legame tra il progetto Plebiscito e il sostegno del tifo organizzato alle ultime elezioni.

I passaggi più interessanti riguardano forse il carattere stesso del Bitonci politico. Accusato dai fuoriusciti di trattare i consiglieri come schiaccia-bottoni e di non aver rispetto per le idee altrui, il primo cittadino si difende in contropiede: «sono una persona determinata e in politica, purtroppo, non sempre si incontrano persone oneste. Ci sono lazzaroni che vogliono favori, che pensano di fare i soldi, di trovarsi un lavoro. Con queste persone sì, ho dei problemi, litigo con la classe politica lazzarona». A Padova come a Cittadella, «i problemi della gente sono gli stessi ma a Padova ci sono tantissimi interessi, diretti e indiretti, e le pressioni nei confronti dei consiglieri ma soprattutto del sindaco sono forti e continue». Da qui i problemi con i fuoriusciti, ma Bitonci preferisce non fare esempi concreti. E dopo aver negato un interesse per lo scranno di governatore regionale, sull’eventualità di un nuovo al voto Bitonci afferma: «Sicuro, rivinco facile. Anche solo con la mia civica».