Mestre, don Trevisiol: «sì a sacerdoti sposati e preti donne»

Don Armando Trevisiol, 87 anni e una vita spesa a Mestre a favore dei poveri e degli anziani, spiega la sua scelta di dichiararsi favorevole ai sacerdoti sposati e alle donne con la tonaca. Lo fa dalle pagine dell’ultimo numero de L’Incontro, foglio che don Trevisiol pubblica da una decina di anni in 5 mila copie. «Io sono del parere che prima o dopo la loro consacrazione i preti possono rimanere liberi nelle loro scelte di rimanere liberi o sposarsi. Mi pare bello, affascinante e opportuno che nella Chiesa vi siano creature che facciano la scelta di dedicarsi corpo e anima ai fedeli da celibi. Però penso pure che non vi sia motivo di alcun genere per opporsi anche se chi sceglie di fare il prete lo faccia pure da coniugato. Tutte le motivazioni contro questa tesi mi sembrano antistoriche e non religiose».

Don Trevisiol apre anche al sacerdozio femminile. «Aggiungo con estrema franchezza – sottolinea – che è giunto il tempo che pure le donne nubili o coniugate possano fare la scelta di servire Dio e il prossimo all’interno della comunità cristiana esercitando il ministero sacerdotale». Anche in questo caso, «gli argomenti contro – conclude – sono per me futili, arretrati e minimamente religiosi».

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