Unesco, Peruffo ha ragione. Ma non del tutto

Le magagne non si devono nascondere sotto il tappeto. Anche se le denunce andrebbero espressa con meno violenza

Con colpevole ritardo ho letto il pezzo di Peruffo su Vvox e la risposta di Alifuoco e Giulianati (PerVicenza.it) sul tema. Alberto Peruffo sferra un attacco al vicesindaco di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, che per la sua aggressività stenderebbe anche le persone più toste. Ha ragione Peruffo? Credo di sì anche se ho riserve sull’argomento Dal Din. Se il Comune ha omesso non 10, ma 90 righe nella sua relazione periodica sugli interventi, ha già dimostrato di avere la coda di paglia e ammesso, indirettamente, la sua colpa. Questo, certo, non basta per chiudere la questione. Chi ha le redini dell’amministrazione potrebbe fare ancora molto per la conservazione della città e, in tal modo, emendare i peccati commessi in passato.

Dal Din: aborro tutto quello che ha a che fare con la violenza che non ha nulla, comunque, a che vedere con la legittima difesa che è, appunto legittima. Ricordo che la dislocazione di tali edifici è oggetto di trattati internazionali e i territori interessati devono, bon gré mal gré, accettare. Aggiungo che ai tempi della guerra fredda i presìdi americani erano una garanzia di protezione che il nostro governo non ci poteva assicurare. Non mi sembrerebbe corretto dire: beh, adesso la guerra fredda non c’è più, e quindi accomodatevi.

Peruffo pensa alla sicurezza dei suoi figli. E’ comprensibile, ma la sua preoccupazione deve essere estesa alla vita in generale e non solo alla caserma Dal Din. Se i trattati prevedono tali insediamenti, non li ospitassimo noi, li avrebbe qualcun altro e il problema sarebbe solo egoisticamente spostato. Su strutture come il Coespu io sono del tutto favorevole. Preparare personale di polizia internazionale per le varie esigenze è cosa utile che non ha relazione con attacchi o violenze di alcun genere. Avete presente il si vis pacem para bellum?

Per quanto riguarda il pezzo Alifuoco-Giulianati credo sia sbagliato pensare di tenere le magagne sotto il tappeto per non perdere il patronato Unesco. Se si è sbagliato, è giusto pagare, e questo potrebbe essere educativo per comportamenti e scelte future. E’ bene che gli scandali siano disvelati: non è solo un detto comune, tanto per dire. Il significato attiene alla consapevolezza che, una volta risaputi dalla collettività e puniti chi li ha provocati, possano essere una forma di vaccinazione affinché non si ripetano. Alberto Peruffo ha le sue ragioni, ma mi piacerebbe leggerle permeate di minore violenza formale.

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