Croce (Verona Pulita): «ammucchiata Tosi-Giorgetti, perchè la Lega tace?»

Il più anti-tosiano dei candidati sindaco spiega il suo programma. E lancia una frecciata a Sboarina di “Battiti”

E’ il primo che si è candidato sindaco di Verona, in anticipo su tutti. E’ almeno già da un anno che Michele Croce, avvocato, 42 anni, ex presidente di Agec (l’azienda che gestisce gli immobili comunali da cui fu allontanato dal sindaco Flavio Tosi, in uno scontro con strascichi giudiziari dai quali uscì vincitore), certosinamente e meticolosamente sta lavorando, come si dice “sul territorio”, con incontri nei quartieri, con le associazioni, con le categorie, con il suo libro “La Rivoluzione dei Veronesi” per raccogliere consenso attorno alla sua civica “Verona Pulita”. Sabato, alla Gran Guardia dalle 16 in poi, discuterà coi cittadini in sei tavoli di lavoro il «Programma 1.0», da cui poi scaturirà man mano quello definitivo con cui presentarsi alle elezioni amministrative nella primavera 2017.

Perchè sei tavoli?
Perché corrispondono ai sei tasselli di cui si compone il Programma 1.0: sicurezza, lavoro, ambiente e infrastrutture, solidarietà, cultura e turismo, città efficiente. Dopo sabato, continuerà in un percorso tornando a parlare con i vari settori della società veronese. Un working in progress.

Ma quali sono i tre obiettivi prioritari, per lei?
La prima è la manutenzione della città: asfaltare le strade, servizi sociali migliori, case popolari per tutti. Non che Verona sia una città abbandonata da questo punto di vista, ma trascurata sì. Il secondo è la sicurezza: il sindaco deve andare a Roma per far rinforzare polizia e carabinieri.

La sicurezza è sempre stata un fiore all’occhiello del “sindaco-sceriffo” Tosi. Non è che alla fine l’insicurezza è più una percezione, che una realtà?
La gente non va più a denunciare i furti perchè sa che è inutile. Questa è una realtà.

E il terzo punto?
Il lavoro. Questo territorio ha perso industrie come Officine Ferroviare e Over… Ma qual è il patrimonio che non si può perdere? E’ investire sulla cultura e il turismo, e sulle eccellenze agroalimentari. Ok Giulietta e Romeo, ma bisogna fare dieci volte meglio, mettendo in campo una strategia di marketing.

Verona è già molto conosciuta a livello internazionale, seconda solo a Venezia, in Veneto.
Ma ora non abbiamo neanche l’assessore alla cultura a tempo pieno, e quello al turismo cos’ha proposto? La ruota panoramica. Che poi non ha neanche fatto! E l’aeroporto, che non ha una metro di superficie che lo colleghi alla città? Idem con il Lago di Garda. Che Verona sia la quarta città turistica d’Italia è un mito, una bugia: ad esserlo è la Provincia, per il lago.

Come mai non mi ha citato subito la legalità, suo storico cavallo di battaglia?
E’ la premessa fondamentale. Ho già detto che il primo atto da sindaco sarà l’istituzione di una commissione comunale antimafia e anti-corruzione, come a Milano, composta dai rappresentanti dei gruppi consiliari e da tre esperti esterni: un dirigente comunale, un magistrato in quiescenza e un professore universitario. Controllerà appalti e soprattutto subappalti. Ricordo che sono stato io a denunciare la presenza di un mafioso alla Soveco…

Tornando ai punti che mi ha elencato, prevedo di leggerli anche nei programmi di tutti gli altri candidati.
La sicurezza sì, ma sul resto non credo. Prendiamo la cultura. La Fondazione Arena è stata considerata un corpo estraneo, ma invece porta il turismo buono, quello del pubblico ricco della lirica. La miopia politica si è vista con Tosi, che ha cercato di smantellarla con Girondini. Altro elemento: Verona non è nemmeno nel circuito delle città del vino. E il filobus? Non c’è nemmeno un progetto esecutivo.

Che ne pensa della possibile candidatura della Bisinella, la compagna di Tosi, per succedergli a sindaco? E il delfino Fabio Venturi, è stato scaricato secondo lei?
Non mi sorprende. E’ il frutto di una cultura familista che premia gli amici o le compagne. La mia è quella del mondo del lavoro, dove chi ha dimostrato di saper fare, merita.

E se invece Tosi dovesse rientrare nel centrodestra, come Forza Italia spera?
Sarebbe la dimostrazione che questi partiti non hanno a cuore l’interesse di Verona. Pur di mantenere posizioni di potere, offendono l’intelligenza dei cittadini. Mi stupisce l’assordante silenzio della Lega. Nessuno che abbia detto: “ma siamo matti?”.

Con un panorama di liste che si preannuncia molto frastagliato, si andrà sicuramente al ballottaggio. Lei, in caso dovesse appoggiare qualcuno, con quale criterio sceglierebbe? Solo l’anti-tosismo?
Fra me e Tosi c’è un solco, assolutamente non personale, ma fondato sui valori della legalità e della pulizia, che lui non ha, visto che si dice ancora amico di un ex vicesindaco condannato. Nel caso non dovessi andare io al ballottaggio, il criterio sarà il programma.

Dicono tutti così…
Sì, ma io sono l’unico che non ha vissuti di posti. Se, poniamo, i fratelli Giorgetti venissero da me e dicessero che condividessero alcuni punti fondamentali del mio programma, perchè dovrei dire di no?

E se dovesse venire da lei Tosi?
Questa è fantascienza.

L’altro che, si dice, essere anti-tosiano quanto lei è il presidente di “Battiti”, Federico Sboarina.
Non credo. Se si facesse la grande ammucchiata nel centrodestra, per l’assessorato allo sport lui ci starebbe.

Ma Tosi, secondo lei, politicamente che fine farà? Andrà con Renzi, specie se non dovesse andare in porto il ritorno nel centrodestra locale?
Sta cercando un approdo romano. L’appoggio a Renzi è opportunistico, da lui lo divide tutto, a partire dalla storia personale. Ricordo che Tosi si era candidato a leader nazionale del centrodestra. Ma noi siamo civici, non ci interessa, ci interessa superare Tosi. Per avere finalmente un sindaco a tempo pieno, che mantenga le promesse. Non come ha fatto Tosi.