Padova, Diocesi perde 200 mila euro per buco BpVi

«Una Chiesa trasparente è una Chiesa più credibile e più vera». L’aveva detto in occasione del suo insediamento come vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla. E così è stato: secondo quanto si legge sul Corriere del Veneto, ieri per la prima volta da sempre la Diocesi padovana ha pubblicato per intero il proprio bilancio. «Trasparenza e responsabilità. È questo il binomio che vogliamo provare a tradurre in azioni concrete – ha detto Cipolla – se impariamo a gestire con trasparenza e responsabilità il nostro patrimonio, la nostra parola diventa più credibile. E forse possiamo creare le condizioni per arricchirci tutti del Vangelo, che alla fine è il nostro vero e unico patrimonio».

Il bilancio mostra un giro d’affari di 11 milioni di euro, con un negativo nel 2016 di 450 mila euro, dovuto soprattutto alle svalutazioni di Banca Popolare di Vicenza (persi 181 mila euro) e di Euganea Editoriale Comunicazioni Srl (altri 56 mila euro), ovvero la società che possiede la Difesa del Popolo e Telechiara.

«Questo bilancio rappresenta il frutto maturo della gestione dei beni della nostra Chiesa – ha aggiunto l’economo diocesano don Gabriele Pipinato – e ci permette di fare un attento esame di coscienza per comprendere quali strutture e quali strumenti siano o meno indispensabili per la nostra azione pastorale. Non va però dimenticato che accanto a questi numeri, per certi versi aridi, esistono tanti bilanci nascosti caratterizzati dal servizio amorevole e gratuito di molte persone impegnate nelle nostre comunità, basti citare la catechesi, la Caritas e le missioni».