Caso Albertini, Filippin (Pd): «Cappelletti si informi»

«Con le sue parole Cappelletti dimostra di non conoscere né i principi del diritto né i fatti a cui fa riferimento. A volte, prima di parlare, meglio non limitarsi a leggere solo qualche riga sul web, ma studiare e informarsi». Così la senatrice del Pd Rosanna Filippin replica al senatore del M5S Enrico Cappelletti sul voto della Giunta delle Immunità a favore dell'”insindacabilità delle opinioni espresse” dal senatore Gabriele Albertini (clicca qui).

«Quando sono in Giunta applico il diritto sulla base di fatti e così è stato nel caso Albertini – spiega Rosanna Filippin -. Il teorema di Cappelletti è tanto astruso quanto sbagliato non fosse altro perché parte da un presupposto completamente errato. Cappelletti evidentemente non sa, ma dovrebbe saperlo, che all’epoca del primo fatto, 22 ottobre 2012, Gabriele Albertini non era sindaco ma era europarlamentare. Il riferimento alla riforma costituzionale non ha quindi alcun senso e ci sta come il tradizionale cavolo a merenda. Cappelletti probabilmente non sa neppure che anche gli europarlamentari hanno l’immunità e che, quindi, il problema rispetto a quell’esposto era solo capire chi era competente».

«Ci sono però poi altri 38 atti – tra interrogazioni, esposti, interventi in Aula – fatti da Albertini quando era invece già parlamentare e legati indissolubilmente al primo perché del tutto identici per contenuti e richieste – prosegue la senatrice Filippin -. E questi, giusti o sbagliati, fondati o meno, sono atti legittimi dell’attività di un parlamentare e, anche se riguardano la Giustizia, non possono essere impediti con la minaccia o la denuncia. E a dirlo non sono io ma quella Costituzione che il Movimento 5 Stelle dice di voler difendere. Da qui l’insindacabilità sulla quale ora toccherà all’Aula esprimersi».