Caso Abrahamowicz, il Paese del silenzio

Il presunto abuso edilizio nel Comune trevigiano resta avvolto nel mistero: il sindaco non risponde

Ma che fine ha fatto la querelle edilizia di cui nello scorso agosto era stato protagonista padre Florian Abrahamowicz? Il sacerdote vicino al mondo della destra radicale (e che non riconosce la legittimità del Vaticano attuale, mentre Roma lo ha sospeso a divinis, e il vescovo di Treviso lo considera indipendente dalla diocesi) intervistato da Vvox.it il 23 agosto, oltre a parlare della sua visione ecclesial-politica, aveva anche spiegato di ritenere di essere perfettamente in regola, quanto all’agibilità del luogo di culto realizzato in via Levade, a Paese in provincia di Treviso: «Io ritengo di avere agito secondo la legge – spiegò in quella occasione il sacerdote di origini austriache che conserva la doppia cittadinanza, quella del Paese d’oltralpe e quella italiana – naturalmente sono pronto a confrontarmi nelle sedi opportune con tutti, compresa la sede giudiziaria».

La querelle, visto il personaggio, aveva immediatamente travalicato i confini dei media regionali. Basta leggere quanto scriveva il quotidiano Libero, ripreso sul web : «Ha montato nel suo giardino un prefabbricato con un altare, e lo ha usato per pregare. Per questo è finito a processo per abuso edilizio ed ha dovuto smantellare la chiesa improvvisata. Ora don Floriano ci riprova, allestendo la cappella in un magazzino, ma c’è già chi ha segnalato la cosa al Comune e una nuova denuncia potrebbe essere in arrivo. Succede a Paese, provincia di Treviso, dove la causa penale per il sacerdote che ha fatto di una parte della propria casa un luogo in cui pregare va avanti da due anni. Un paradosso… mentre in Italia gli abusi edilizi, quelli veri, che si mangiano coste e paesaggi, hanno raggiunto livelli abnormi, con punte tragiche al sud. Senza parlare dei tanti luoghi di culto islamico, allestiti in locali non a norma».

Per verificare quanto asserito dal religioso, il 19 di settembre chi scrive ha interpellato l’amministrazione comunale di Paese chiedendo se in municipio gli uffici fossero a conoscenza delle notizie divulgate dai media in merito alla presenza o meno di un luogo di culto eventualmente abusivo in via Levade. A ridosso della ferrovia e a due passi dalla casa comunale. Più nel dettaglio, abbiamo chiesto se risultasse che a Paese in via Levade 9 vi fosse un fabbricato, un tempo adibito a deposito attrezzi e oggi adibito a luogo di culto, con tanto di ristrutturazioni esterne ed interne, di varie migliorie eseguite nel corso del tempo, inclusi paramenti vari e un altare. Contestualmente, nella stessa domanda di accesso agli atti si chiedeva di poter visionare la documentazione che attestasse la destinazione urbanistica del luogo di culto aperto al pubblico, in una con le eventuali autorizzazioni previste dalla legge, anche in caso di modifiche ai manufatti.

Più che singolare è stata la risposta, anzi la non risposta, fornita dall’area di gestione del territorio (nel dettaglio dall’architetto Daniele Fiore) il quale con lettera a protocollo 23254 del 23 settembre 2016 dava a sapere che «per avere accesso ai documenti è necessario presentare apposita richiesta… con modulistica… mod. X00… Successivamente come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica dovranno essere informati i contro-interessati alla richiesta». In realtà, non esiste alcuna norma che obblighi gli aventi diritto ad esercitare l’accesso agli atti con la modulistica prestampata dall’amministrazione. Ma la cosa ancora più singolare è che l’amministrazione, ad oggi, si guarda bene dal rispondere anche su questioni di sua esclusiva pertinenza, che non prevedono la necessità di interpellare preventivamente, peraltro ai soli fini consultivi, eventuali soggetti chiamati in causa. Fra queste ultime domande inevase c’è la mancata risposta sugli eventuali provvedimenti assunti dagli uffici a fronte di eventuali illiceità.

Secondo le carte in nostro possesso, l’interrogativo é se, da almeno un paio d’anni a questa parte, la chiesa approntata nell’immobile del signor Josef Weissensteiner, nel quale celebra le funzioni padre Florian trasmettendole su Youtube, ha una destinazione d’uso acconcia a luogo di culto aperto al pubblico. Ci risulta infatti che la proprietà di via Levade 9 sia composta da un magazzino-deposito, da un box all’interno di un’area non censibile, in quanto area in comune anche alla bifamiliare. L’amministrazione, interpellata  stavolta nella figura del sindaco, il leghista Francesco Pietrobon (che ha la delega all’edilizia, in foto), ha preferito non rispondere.