Stepchild adoption, Pizziol “corregge” Pasinato

La stepchild adoption, cioè la possibilità nelle coppie omosessuali di adottare il figlio del partner stralciata all’ultimo dalla legge Cirinnà sulle unioni civili, torna al centro del dibattito a Vicenza. Dopo le aperture giunte dal responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, don Matteo Pasinato («È un campo di discussione aperto – aveva detto il teologo – non c’è una preclusione ma avere un figlio non è un diritto»), arriva l’altolà del vescovo del capoluogo berico Beniamino Pizziol.

L’intervento di don Pasinato, precisa il portavoce di Pizziol don Alessio Graziani sul Giornale di Vicenza, «non rappresenta la posizione ufficiale della Chiesa vicentina, ma un contributo dal punto di vista teologico e pastorale a una discussione che ha una sua legittimità e un peso nella vita delle persone». «Il tema – continua don Graziani – lascia perplessi non solo perché andrebbe a normare una situazione molto rara, ma anche perché quello strumento potrebbe essere un grimaldello per legalizzare pratiche di maternità surrogata che non sono moralmente accettate dalla chiesa perché non rispettose della vita».

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