Fusione BpVi-Vb, Uilca: «a rischio una filiale su 5»

Secondo l’ufficio studi Orietta Guerra del sindacato Uilca, la fusione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca comporterebbe un «preoccupante» rapporto tra crediti deteriorati e crediti netti superiore al 22%, con sofferenze al 8,31%. Inoltre, secondo quanto si legge su La Tribuna, dopo la fusione sarebbero “di troppo” ben 60 sportelli dei due istituti (nel solo Veneto). «E’ comprensibile che in un’eventuale fusione vi sarà un processo di consolidamento nelle aree che entrambe servono, per cui non è difficile ipotizzare una cessione o chiusura di una parte delle realtà presenti nelle piazze comuni», spiega il responsabile del Centro Studi Uilca Roberto Telatin.

Telatin commenta anche il punto dei crediti deteriorati, che presentano valori del 22,2% per BpVi e del 23,5% per Veneto Banca: «questi valori si riscontrano oggi solo in Monte dei Paschi di Siena e in Carige – sottolinea il responsabile Uilca – due istituti continuamente attenzionati dalla Banca Centrale Europea per i loro problemi con i crediti dubbi. Analizzando i crediti a sofferenza si riscontra come la loro incidenza sui crediti totali sia dell’8,04% (BpVi) e del’ 8,59% (Vb), stesso range di Mps e Carige. La situazione delle due banche venete non è sicuramente rosea, e anche un’eventuale fusione fra loro non riuscirebbe a migliorare i ratio e potrebbe renderebbe più instabile il sistema bancario».

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