Fallita la politica al raboso di Bitonci, Padova 2020 ci riprovi

L’autoritaria weltanschauung dei bigoi con l’arna non basta per guidare una città. Peccato manchi Fiore, vittima del poco onorevole Zan

Lo sceriffo Massimo Bitonci è caduto. Saia o non Saia? This is the question. Gli osservatori azzardano interpretazioni barocche, quando è tutto più chiaro che mai. Nel passaggio dalla campagna all’Urbe la politica del raboso non basta più. La prospettiva della sagra del mas-cio e la weltanschauung dei bigoi con l’arna non sono più sufficienti in una città con più di 200 mila abitanti, dove bisogna leggere un minimo le dinamiche politiche. Bitonci ha cominciato a perdere pezzi fin dai primi mesi e a forza di imbarcare acqua la barca è affondata.

Nel dibattito che si è aperto in questi giorni nessuno ha prestato attenzione alla più grande novità politica del panorama patavino. Parlo di Padova 2020. Questo gruppo di ragazzi candida alle primarie del centrosinistra del 2014 Francesco Fiore (in foto) che per una manciata di voti arriva dopo Ivo Rossi. Parte di Sel sostiene Fiore ma il deputato Alessandro Zan decide di candidarsi lo stesso togliendo a Fiore quei voti che l’avrebbero fatto vincere. Il comportamento dell’onorevole Zan è poco onorevole perché solo pochi mesi dopo lascia Sel ed entra nel Pd. Secondo molti commentatori in un’epoca di grande delegittimazione dei poteri consolidati un centrosinistra guidato dal giovane e civico Fiore forse avrebbe potuto vincere. Padova non avrebbe avuto il cowboy con la pistola, la crociata contro i kebabbari e la lotta ai festival culturali.

Dopo le primarie il patto tra Padova 2020 e il Pd si è rotto, secondo alcuni perché il Partito Democratico non ha accettato le posizioni innovative e green della nuova lista. Padova 2020 al primo turno prende il 9,9%. Un gran risultato per una lista civica nata da poco. L’apparentamento successivo non ha portato fortuna. Chi sono i ragazzi di Padova 2020? Intellettuali, giovani ricercatori, studenti che sono riusciti a costruire pratiche partecipative radicandosi ormai in tutti i quartieri. Vogliono una città solidale, accogliente e green, ma sanno veicolare questi temi con un linguaggio innovativo e contemporaneo.

Purtroppo Fiore si è dimesso proprio qualche mese fa per guidare il progetto di Venetex, un circuito con una moneta alternativa che nasce dalla felice esperienza di Sardex. Un’avventura imprenditoriale con dei sicuri risvolti politici. Peccato che la sua figura ormai riconosciuta manchi in un momento così decisivo. Chi candiderà Padova 2020? Parteciperà alle elezioni da sola o si alleerà con le forse del centrosinistra? Per ora non è dato saperlo. Certo che Padova si merita la loro capacità di costruire percorsi partecipativi dal basso, la loro forza, la loro freschezza, la loro cultura.