«Borgo Berga, Zanetti non sa quel che dice»

La lettera di Crestanello (Comitato Anti-Abusi Vicenza): «surreale e gravissime le affermazioni dell’assessore di Variati»

Caro direttore,

l’intervista all’assessore Zanetti sulla vicenda di Borgo Berga mi è parso un dialogo fra sordi del tutto surreale. Pur di difendere l’indifendibile, l’assessore si arrampica sugli specchi, contorcendosi in spiegazioni arzigogolate, confuse e contradditorie che  non cambiano però la sostanza delle cose.

Il permesso di costruire, relativo alle opere edilizie nei lotti BCD, è infatti decaduto il 2 novembre 2014. Il cartello di cantiere riporta quindi un titolo che non esiste più da due anni. A quella data, come mostrano i filmati pubblicati sui siti online di alcune testate nazionali, c’erano solo scheletri di edifici privi di tamponature. Il loro completamento, come sembra ammettere l’assessore, non è stato autorizzato da nessuna Scia. Quelle rilasciate, infatti, riguardano solo successivi interventi, comportanti modeste modifiche a progetti di cui al permesso di costruire decaduto. A mo’ di esempio: “realizzazione di un muro divisorio all’interno di un vano…”, oppure “modeste modifiche dettate da prescrizioni antincendio…”, ecc. Insomma, nulla a che fare con i lavori assai ben più consistenti di completamento degli scheletri che sono abusivi perché eseguiti in assenza del titolo autorizzativo.

I residenti di via Leoni avevano chiesto già con lettera del 20 novembre 2014, indirizzata alla Polizia Locale, di verificare la validità del titolo autorizzativo, richiesta  girata dallo stesso comandante agli uffici tecnici del Comune. Dopo diversi mesi e a seguito di nuova sollecitazione, arriva la risposta: lavori e cartello di cantiere risultano regolari, perché il privato ha presentato una richiesta di proroga. Oggi sappiamo che le cose non stanno così perché la proroga è intervenuta solo dopo la decadenza del permesso di costruire e cioè il 26 novembre 2014. E quindi con valore  assolutamente nullo. Quindi, per ben due anni i funzionari del Comune hanno tenuto nascosto ai cittadini la decadenza del permesso di costruire. E ancora oggi omettono di sanzionare opere e lavori abusivi. Un fatto di una gravità assoluta.

L’assessore si scusa per aver esibito in Consiglio Comunale nel giugno del 2016 un documento attestante una errata data di inizio attività che serviva a rassicurare i consiglieri comunali sulla validità del titolo autorizzativo. In base a quella falsa data la richiesta di proroga sarebbe intervenuta prima della decadenza e avrebbe potuto quindi essere accolta. Peccato che anche in quel caso il permesso di costruire sarebbe decaduto non per decorrenza del termine triennale, ma per mancato inizio dei lavori entro il termine stabilito nel titolo autorizzativo, come rilevato giustamente dagli stessi consiglieri comunali di minoranza e dalle Associazioni. A conferma della gravità del comportamento degli uffici tecnici.

Per quanto riguarda il Piano attuativo in Variante adottato dalla Giunta Variati nel 2009, è fuori discussione che ha aumentato volumi e superfici rispetto al progetto originario, così come modificato dalla Regione nel gennaio del 2004. Gli indici edilizi presi a riferimento per il confronto con la Variante sono quelli calcolati  sulla base delle tavole progettuali datate marzo 2003 e approvate con delibera consiliare nel dicembre dello stesso anno. Sul punto l’assessore conferma. In tali tavole non compare però l’edificio dell’800 che la Soprintendenza chiedeva di salvaguardare. Al suo posto era invece prevista una enorme colata di cemento.

Di questa omissione se ne accorge però la Regione che impone alla Giunta comunale di recepire le prescrizioni della Soprintendenza. E in effetti queste vengono iscritte nelle NTA del Piano attuativo all’art. 22.4. A  questo punto però, in ottemperanza al parere regionale e alla nuova norma di Piano, andavano modificate ovviamente anche le tavole progettuali e ricalcolati verso il basso gli indici edilizi. Cosa che gli uffici tecnici del Comune si sono ben guardati dal fare, continuando ancora oggi a confrontare le tavole progettuali del 2009 con quelle del marzo 2003. Confronto ovviamente errato. Si ricorda che l’edificio dell’800 viene demolito nel 2005 con autorizzazione del Comune, in violazione della stessa norma di Piano e in contrasto con quanto richiesto dalla Regione. Per l’assessore, evidentemente male informato, l’antico manufatto era invece “demolibile”.

A fronte del contestato reato di lottizzazione  abusiva da parte della Procura, una Amministrazione normale, in un Paese normale, avrebbe da tempo aperto un procedimento amministrativo per verificare, in modo serio, l’iter amministrativo che ha portato all’approvazione di quell’incredibile progetto urbanistico. Progetto  che non si doveva né si poteva approvare.

Paolo Crestanello
Comitato contro gli abusi edilizi di Vicenza

 

(in foto: il cantiere di Borgo Berga nel novembre 2015)

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