Con Trump si torna indietro. Per tre ragioni

Il relativismo delle opinioni è sacro. Quello dei fatti, no. E i fatti smentiscono il neo-presidente Usa

Quando cadde il muro di Berlino e Fukuyama parlò della fine della storia chiunque avesse letto anche un bignami di storia capì che era una buffonata. La storia non è una linea retta, ma tutta una discesa e una salita. Mi permetto di dire che le prime scelte di Donald Trump fanno pensare ad una regressione della storia.

Qualcuno a questo punto potrebbe considerarmi un dogmatico, potrebbe asserire che la mia è la presunzione di chi considera le idee diverse dalle sue come sbagliate, potrebbe affermare che io sono un sicario del pluralismo. Non è così. E’ infatti necessario difendere ogni forma di relativismo delle opinioni, ma si deve essere intransigenti nei confronti del relativismo dei fatti. I fatti sono fatti, non si interpretano, chi li nega semplicemente mente. Se qualcuno oggi difendesse il geocentrismo e fosse una negazionista dell’eliocentrismo dovrebbe essere considerato degno di esprimere un’opinione personale o un millantatore? E’ la terra che gira intorno al sole e non il contrario, non c’è alcun dubbio. Chi afferma che è il sole a girare attorno alla terra non è quindi un creativo libero pensatore ma un balordo che mente. Vediamo quindi quali sono oggi tre verità considerate indubitabili:

1. Nel 1988 nasce l’IPCC, l’ente intergovernativo sul climate change composto dal gotha mondiale delle diverse scienze (fisica dell’atmosfera, glaciologia, oceanografia, biologia e paleobotanica) che raccoglie tutte le ricerche sul cambiamento climatico e produce corposi e dettagliati rapporti di sintesi. Il mondo scientifico non ha ormai nessun dubbio su questo fenomeno: nel rapporto del 2007 l’IPCC ha definito il cambiamento climatico come inequivocabile, sulla base di inconfutabili dati relativi all’aumento della temperatura dell’atmosfera e degli oceani, al sempre più rapido innalzamento del livello dei mari e alla riduzione dell’estensione e della massa dei ghiacciai.

2. Quasi la totalità della comunità scientifica crede nell’evoluzionismo darwiniano. E’ certo che le specie non sono fisse, ma evolvono e cambiano. Quando un ecosistema muta sopravvive l’individuo più adatto che riproducendosi trasmette i suoi caratteri alla prole, modificando a poco a poco la specie. E’ quindi certo che l’uomo non è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, ma deriva dalle scimmie. E’ altrettanto certo che la Terra non ha qualche migliaio di anni come si evince dalla Bibbia, ma 4,5 miliardi di anni.

3. Luca Cavalli Sforza si è occupato di antropologia genetica. Ha studiando i geni delle diverse popolazioni arrivando alla conclusione che le razze non esistono. C’è infatti spesso maggiore variabilità genetica tra individui di diverse popolazioni che tra individui della stessa. Inoltre Gobineau, il teorico del razzismo, sbagliava non solo quando affermava che la razza bianca è superiore a quella nera, ma anche quando affermava che la superiorità dei bianchi è dovuta alla loro purezza. Cavalli sforza dimostra che la popolazione europea è quella con maggiori contaminazioni. Siamo i meno puri.

Questo afferma la prossima classe dirigente americana:

1. Trump nega il cambiamento climatico, che sarebbe una invenzione dei cinesi costruita per minare la competitività statunitense. Il Presidente ha scelto come responsabile della transizione dell’Agenzia per l’ambiente e il clima Myron Ebell, un lobbista del carbone; un po’ come mettere il presidente di un’azienda di whisky alla guida di una campagna per diminuire il consumo di alcol.

2. All’istruzione sembra che Trump abbia pensato a Ben Carson, un neurochirurgo in pensione, famoso creazionista, negazionista dell’evoluzionismo e del Big Bang. Meno Darwin e più Bibbia dunque, un passo avanti per la promozione della cultura scientifica.

3. Come consigliere personale si parla invece di Steve Bannon, suprematista bianco, dichiaratamente razzista.

A guidare il paese più potente del mondo ci saranno quindi dei pericolosi ciarlatani che negano evidenza inconfutabili. La storia ritorna indietro.