Manson a Villafranca, è polemica: «pessimo esempio»

Marilyn Manson si esibirà in un concerto al castello di Villafranca il luglio in una delle due date italiane del suo nuovo tour. Ma non tutti ci stanno. A molti genitori e insegnanti non va giù che l’amministrazione comunale possa aver consentito di inserire al Villafranca Festival, uno dei cantanti più controversi del panorama del rock. Il suo look, il suo accostamento al mondo satanico e il personaggio dell’anticristo che vuole incarnare ha fatto scatenare le polemiche, come spiega l’Arena che ha raccolto alcune testimonianze.

«Sono molto colpito dalla scelta in un periodo come questo», spiega Paolo Chiavico, preside delle scuole medie Don Allegri, «viviamo in una società complicatissima: si lavora tanto come educatori per cercar di far capire ai ragazzi quali sono i messaggi negativi e facciamo fatica a crescerli bene. Manson non ci lascia indifferenti perché si rivolge a un pubblico giovane. È uno degli esempi più negativi e propone un tipo di provocazione vuota. Si dice re della trasgressione, ma è il re della trasgressione negativa, dei comportamenti pericolosi. Sono molto perplesso».

«Il sindaco forse non ha capito chi verrà a Villafranca. Mi auguro che prenda le distanze e faccia chiarezza, perché la scelta è contraria anche a ciò che l’amministrazione comunale ha portato avanti come valori in questi anni», aggiunge Roberto Zoppi, 57 anni, presidente del Consultorio famiglie di San Rocco, «trovo difficile rispondere alle tante persone che ci telefonano e che conoscono il lavoro che si fa con le famiglie e con i giovani». Il disappunto anche della maestra elementare Elisabetta Foletto: «ci interroghiamo sulla persona e sul messaggio negativo collegato. Più che la musica, impressiona la figura. Al di là dell’aspetto religioso, mi chiedo sui giovani che impressione lascerà e che genere di modello possa essere. Il satanismo come stile di vita, l’uso di droga che Manson dichiara di fare: sono messaggi devianti. Forse c’erano modelli più positivi».

«Roma è una grande città, ma Villafranca è una cittadina e la presenza di Manson diventa un evento. Ho un figlio adolescente, il mio è un pensiero da mamma. Come si può accettare e dare spazio a questo concerto?», riflette Elisabetta. Le fa eco Federica Foletto, insegnante: «mi si obietta che è una questione di libertà. Ma Manson sul palco adotta atteggiamenti blasfemi e limita la mia libertà di cristiana. Se taccio aderisco a una logica alla quale non voglio appartenere, di chi giustifica o mitiga il male e i suoi effetti. Trovo oltraggioso l’invito di Manson qui. Poco tempo fa un politico villafranchese tuonava sulla necessità per i giovani di seguire modelli di vita positivi come i caduti in guerra. Vorrei perciò chiedere cosa c’è da imitare in un uomo che durante i concerti brucia la bibbia e istiga nelle sue canzoni alla violenza e alla blasfemia. Spero si dica un no al male che anche questo signore personifica».

Si discosta dalla scelta del concerto anche Daniel Reggiani, insegnante di scuola elementare e del Quadrifoglio: «ci prendiamo in carico 40 bambini, siamo volontari per buon senso e per dare l’esempio e poi arrivano personaggi di questo tipo con effetto mediatico incontrollabile. Si fa presto a chiamarlo, ma le conseguenze su una realtà periferica come Villafranca poi sono pesanti».

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