Rosso vota Sì. Ma non è re Mida

Dichiarazione d’amore per Renzi e la sua riforma dal patron Diesel. L’ultimo di una lunga serie di endorsement

Avanti, c’è posto: anche Renzo Rosso patron di Diesel s’è unito al coro lanciandosi in difesa del Sì. L’ultimo di una serie di endorsement di quello che era il più anticonvenzionale tra gli imprenditori italiani.

In passato fu l’amore per la finanza, anche con la Banca Popolare di Vicenza di Zonin, amore prontamente rientrato prima del tempo delle mele (marce). Poi venne l’amore per il green, l’investimento biologico con Natura Sì. Che non è esattamente il suo core business, ma forse potrebbe dare una mano a Diesel Farm. Recentemente è venuto anche il matrimonio (d’amore) con il Milan, che però non naviga in buone acque, tra le pile scariche di Berlusconi e i denari che non arrivano dai cinesi misteriosi. Quest’anno per la prima volta i conti di Diesel non faranno le scintille del passato.

Ora, finalmente, è la volta della politica, di Renzi e del suo referendum generosamente abbracciato, forse prima di una clamorosa sconfitta. Se vince il No, andrà a Monte Berico, oppure potrà meditare sul fatto che se uno è bravo a fare jeans non vuol dire per forza che ogni cosa che tocca si trasformi in oro.

Ph. Facebook Renzo Rosso