«BpVi, per risarcimenti si andrà in sede civile»

Pubblichiamo la nota di Francesco Celotto sul processo di risarcimento danni soci BpVi

Abbiamo appreso dalla stampa che, in anticipo rispetto ai tempi previsti dal procuratore Cappelleri, si va verso il rinvio a giudizio per BpVi. Le parti offese, cioè i soci azzerati, sono ad oggi 4.000. Un numero molto elevato che fa pensare. Una volta concluso il primo grado ed emessa la sentenza (non prima di 2-3 anni in ogni caso data la mole di parti coinvolte in questo maxiprocesso) per i risarcimenti per le parti civili (i soci costituitisi) ci sarà un separato procedimento civile. Il giudice penale dato l’elevato numero di parti offese, che potrebbe ulteriormente crescere prima del rinvio a giudizio, molto probabilmente rinvierà per la quantificazione dal danno in separata sede. Ipotesi già avveratasi recentemente nel caso Fondiaria-Sai dove le circa 2.500 parti civili costituitesi, hanno visto il rinvio da parte del giudice di primo grado. Il processo a quel punto ripartirà in sede civile.

Per queste ragioni, come già ripetuto in varie occasioni, consigliamo ai soci azzerati di BpVi di iniziare direttamente un eventuale causa per risarcimento danni in sede civile onde evitare il passaggio nel procedimento penale e la perdita di almeno 2-3 anni. Siamo sempre in attesa di conoscere i contenuti della proposta in merito ai tavoli di conciliazione ribadendo che un ristoro al 10-15% è del tutto insufficiente. Ribadiamo che l’unica proposta valida per i vecchi soci delle Popolari è quella di costituire una società esterna per recuperare i crediti in sofferenza ad un livello superiore rispetto a quello attuale di mercato molto penalizzante per gli istituti. Serve in tal senso una soluzione di sistema come auspicato attraverso la proposta da noi presentata qualche mese fa e che crediamo essere la unica praticabile e sostenibile.

Francesco Celotto
Vicepresidente Associazione Soci Banche Popolari Venete