Dimissioni Benetton, Uil e Cisl: clima teso tra lavoratori

Non si placa il clima di tensione tra i lavoratori dopo le dimissioni di Alessandro Benetton (in foto) dal Cda di Benetton Group. Dopo le preoccupazioni di Maria Cristina Furlan, segretario generale Filtcem Cgil, il Mattino riporta le parole di Rosario Martines, segretario provinciale Uiltec: «la crisi del tessile dura da anni e ha portato a perdere centinaia di posti di lavoro sul territorio. Le dimissioni di Benetton nascono probabilmente da visioni diverse all’interno del Cda. L’azienda è importante e ha fatto la storia, vederla in questo modo genera notevole preoccupazione nei lavoratori. Non ci sono un futuro delineato e una strategia che dia loro speranza. Per mercoledì ci aspettiamo una convocazione da parte dell’azienda e da lì capiremo gli sviluppi. Ma chiediamo un piano industriale serio che dia credibilità a un percorso da fare assieme».

Più cauti Sergio Spiller e Nicola Brancher di Femca Cisl del Veneto«con le informazioni ora disponibili non è possibile fare una valutazione approfondita sulle motivazioni, né tanto meno sugli effetti delle dimissioni di Alessandro Benetton. Un tipo di azione che aveva già compiuto negli anni scorsi facendo dei passi indietro rispetto alla gestione dell’azienda e affidando a manager esterni tutti gli incarichi. Si tratta di capire quali connessioni abbia questa sua scelta con la strategia di rilancio del tessile, necessaria per mantenere competitività nel mercato globale. E’ invece probabile che le dimissioni facciamo parte di quel riequilibrio dei ruoli interni alla famiglia Benetton, essendo già alla terza generazione, che è in corso da tempo».

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