Delocalizzazioni, Moretti Polegato: «nuova Romania, un modello»

«Agli inizi della delocalizzazione (le imprese italiane) sono andate lì e hanno avviato attività in edifici fatiscenti, in porcilaie. La Romania usciva dalla rivoluzione, voleva aprirsi al mondo ma era in miseria. Oggi la realtà è cambiata completamente e tra le 24mila aziende italiane, la maggior parte piccole e medie, si contano società come Enel, Pirelli, Tenaris, Ducati, Zoppas, De Longhi, New Holland. Adesso gli imprenditori italiani fanno investimenti in Romania, costruiscono fabbriche modello, che rispondono a criteri di sicurezza perchè la normativa rumena è rigida come quella italiana». Così sulla Tribuna il patron della Geox e console onorario della Romania a Treviso, Mario Moretti Polegato (in foto), fa il punto sull’interscambio commerciale tra Italia e Romania.

I numeri. Le ditte rumene in Italia sono 44.817 operanti in larga maggioranza nel settore edile. I rumeni in Italia sono 1.151.400 di cui 116mila in Veneto. L’interscambio tra i nostri due paesi raggiunge 14 miliardi di euro, l’export dalla Romania all’Italia è di 6,79 miliardi di euro, l’export dall’Italia alla Romania è di 6,86 miliardi di euro. L’Italia è il secondo partner commerciale della Romania, che ha quest’anno una previsione di Pil del +3,7%, il prossimo anno del +4,2%, nel 2018 del + 3,7%.

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