Inchiesta BpVi, l’indiscrezione: Cappelleri ha chiesto trasferimento

Il capo della Procura della Repubblica di Vicenza, Antonino Cappelleri (in foto), avrebbe chiesto il trasferimento, facendo domanda per il prestigioso posto di Procuratore della Repubblica di Venezia. Anche il gip vicentino Stefano Furlani sarebbe in partenza, avendo già ottenuto il 23 novembre scorso la ricollocazione al Tribunale di Sorveglianza di Padova. E’ quanto scrive il giornale La Verità in edicola oggi, in un articolo firmato da Francesco Bonazzi dal titolo “In fuga da Vicenza le due toghe che hanno indagato su Zoni e soci”.

Cappelleri, che guida la Procura berica dal 2012, quindi dopo i «presunti insabbiamenti» su passate denunce riguardanti la Banca Popolare di Vicenza (qui un approfondimento di Vvox) su cui è in svolgimento un’ispezione del Consiglio Superiore della Magistratura, «non ha responsabilità di quella lunga e ingloriosa stagione», scrive il giornalista del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro. Che ricorda la recente intervista rilasciata proprio sulle sue colonne, in cui Cappelleri ha sostenuto che non c’è stato bisogno di arrestare l’ex presidente della BpVi, Gianni Zonin, per la discontinuità marcata dal nuovo proprietario semi-unico, il fondo Atlante, e che sui suoi beni c’è sempre tempo per rivalersi in futuro (qui un commento di Vvox). Il procuratore, secondo quanto risulta a La Verità, ha presentato richiesta di trasferimento l’ultimo giorno di agosto, dopo la pubblicazione del bando avvenuta l’11 luglio. Con il rischio, scrive Bonazzi, di uno «scenario paradossale: ci sono alcuni esposti alla Procura generale di Venezia che chiedono l’avocazione dell’inchieste di Vicenza sulla Popolare per presunta inerzia. Sarebbe comico se fossero accolti e se poi, a gestire il fascicolo migrato in laguna fosse lo stesso Cappelleri».

La posizione di Furlani è più particolare. Fu lui nei primi anni 2000, in due occasioni, a prosciogliere ed archiviare da accuse partite da un esposto del 2001 l’ex management della BpVi, incluso Zonin. Il 7 luglio scorso Cappelleri, sentito dal Csm assieme al presidente del tribunale berico, Alberto Rizzo, proprio su quell’«affossamento», del collega Furlani pronunciò le seguenti parole: «Il dottor Furlani ha tutta la nostra stima oltre alla nostra totale fiducia. C’erano altre figure la cui posizione era senz’altro più delicata, ma non possono essere più perseguite».