«La mafia? Non ha ancora invaso il Veneto»

«A differenza di altre Regioni vicine, come Emilia Romagna e Lombardia, il Veneto non è ancora stato “invaso” dalla criminalità organizzata». Queste le parole, scrive il Mattino, di Franco Roberti (in foto), procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Al convegno della Guardia di Finanza sulle norme del sequestro e riutilizzo dei patrimoni sottratti ai mafiosi il procuratore ha aggiunto: «non vi è una presenza mafiosa stabile, ma esistono comunque infiltrazioni e corruzione in ambito economico: dove ci sono soldi, ricchezza e attività economiche ci sono anche occasioni di investimento e riciclaggio per le organizzazioni criminali».

«Ci sono ancora indagini in corso», conferma Roberti, come quella dei possibili investimenti sul progetto terme a Caorle o sugli investimenti del clan dei Casalesi in Veneto orientale«In Veneto non si può parlare di radicamento di organizzazioni mafiose, ma certamente ci sono realtà che vanno approfondite per l’evidente sproporzione tra redditi dichiarati e tenore di vita», dice il generale Antonino Maggiore, comandante delle fiamme gialle del Veneto. Nel 2016, nella regione, sono stati sequestrati beni pari 3 milioni di euro, mentre altri che ammontano a 30 milioni sono in attesa delle autorizzazioni dei magistrati. Quanto alle confische puramente fiscali, sono stati messi sigilli per 25 milioni a fronte di 105 provvedimenti giudiziari: altri 219 sono in attesa per un totale di 188 milioni di euro.

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