La scheda magnetica di Zanoni voterà sì alla Pedemontana?

Il consigliere regionale Pd è critico duro e puro dell’opera. Ma le sue soluzioni, dove sono?

Nei giorni scorsi, al termine del dibattito del Consiglio Regionale, è stata approvata una risoluzione che sostiene il No al referendum. A favore ha votato, a sua insaputa, anche il consigliere del Pd Andrea Zanoni. Mi auguro che non sia stato uno scherzo ai danni del consigliere regionale. Sarebbe un gesto goliardico che non si addice ai luoghi istituzionali. E’ in corso un’indagine per scoprire chi ha utilizzato la scheda magnetica. Il legittimo possessore sostiene di essere stato fuori dall’aula nel momento della votazione. Vedremo.

Questo stuzzicante siparietto ci fa nascere alcune congetture sul lavoro del consigliere del Pd. Può essere che l’abbia dimenticata? L’attivismo del consigliere Zanoni potrebbe creare queste disattenzioni imbarazzanti? Potremmo tranquillamente supporle vere, analizzando la sua attività. Nel mese di novembre ha inviato ventinove comunicati stampa, così come a ottobre (29) e settembre (25). In pratica uno al giorno. In questi mesi ha presentato anche 16 interrogazioni. Per non contare i post e altri comunicati che troviamo sul suo blog. Il suo impegno instancabile, prioritariamente sull’ambiente, è davvero lodevole.

Il consigliere pd esercita la funzione di difesa ambientale e degli animali con l’incarico vice-presidente dell’omonima commissione regionale. Inoltre, è presidente del Circolo Ecologisti e Democratici di Treviso, presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia e dell’associazione Paeseambiente. Aderisce a una decina di associazioni ambientaliste. I “nemici” principali di Zanoni, ex guardia venatoria, sono i 46.000 cacciatori veneti. Infine è militante del Movimento per la Decrescita Felice.

Il consigliere Zanoni – ex europarlamentare nella lista di Di Pietro e ora nel Pd – possiede dunque un profilo a tinte forti e chiare. Appartiene più che a una struttura politica al “movimentismo”. Un affascinante difensore dell’idea che il Veneto possa diventare fra breve un’immensa fattoria, una sorta di Arcadia del nostro secolo. Il Pd Veneto, dunque, ha anche un rappresentante di questo pensiero. Tuttavia, tenere sotto controllo un consigliere che prorompe nelle praterie della politica con lo stile della protesta e del dissenso senza una proposta politica concreta è una bella sfida per la capogruppo Alessandra Moretti.

Certo, tutto si tiene, comprese le battaglie sulla Pedemontana, ma con un consigliere così difficilmente s’incrementa il consenso. Zanoni attacca, giustamente, Zaia e Galan perché hanno gestito male la superstrada. Lo sappiamo. Con questa scelta si accoda però ai grillini. Non passa settimana senza leggere interventi in cui brandisce la relazione della Corte dei Conti con le statistiche sui passaggi veicolari ridotti rispetto alle previsioni che provocheranno una riduzione dei pedaggi e quindi degli introiti.

Fin qui la protesta è chiara. Ma non c’è traccia di una proposta realistica per portare a termine i lavori. Da quello che scrive, sembra quasi compiacersi dello stallo della Pedemontana. Sogna, forse, che rimanga incompiuta, un residuo archeologico della crescita e dello sviluppo, a memoria perpetua degli errori. Mentre il comune cittadino, che si avventura lungo la strada da Breganze a Bassano, fra cantieri, traffico e code chilometriche, si pone interrogativi sui dati statistici. Ha davanti a sé l’incubo che le profezie di Zanoni si avverino. Si augura di impiegare mezz’ora da Vicenza Bassano, costi quel costi.

Semplificando molto, il tema reale è: “chi pagherà per il completamento dell’importante opera viaria”? Ognuno ha le sue ragioni, rispettabili. Il ministro delle infrastrutture Delrio ha affermato che il governo ha il dovere di fare terminare la superstrada. Il dovere governativo ci rinvia casualmente all’autostrada Cuneo-Asti, 90 km finanziati nel 1998. E’ ancora incompleta. Non dobbiamo pensare male. Piuttosto, quando si deciderà politicamente la prosecuzione dei lavori, ci auguriamo che la tessera magnetica di Zanoni voti a favore dell’opera. Altrimenti anche il consenso del Pd ne soffrirebbe.