Costituzione è per chi perde, non per chi vince: abbasso il Capo!

Hanno perfino mutato, con arroganza, la definizione del presidente del Consiglio dei Ministri in Capo del Governo. Quindi dico NO a tutte le “riforme” che sono volte a favorire il Capo di turno e non la democrazia

Augh, fratelli!

Siamo alla vigilia di un voto importante, ma non decisivo, per il nostro paese. Ho sentito decine di dibattiti alla radio e letto interventi su molti giornali. Non la TV perché non ce l’ho. Qui, nella riserva indiana, non apprezziamo le veline, perché tali sono (uomini e donne), che si presentano davanti agli schermi televisivi. Veline perché badano di più all’immagine che alla sostanza… Dicevo: ho sentito e letto decine di interventi sul referendum. Alcuni li ho trovati interessanti, altri meno, altri per nulla. Ad esempio: non è per niente interessante il cosiddetto “combinato/disposto” legge elettorale/riforma costituzionale. Non lo è per un semplice motivo: la legge elettorale si può fare in pochi giorni, la riforma costituzionale no.

Semmai il problema è: con questa riforma e con una camera con un solo padrone, la legge elettorale può essere varata senza particolari problemi dalla maggioranza di turno a solo ed esclusivo suo vantaggio. Tanto poi, al massimo, può essere dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale che, visti i tempi di lavoro della stessa, avverrà ad elezioni realizzate e, quindi, con un parlamento a pieni poteri (Porcellum docet..). Interessante è invece il fatto che questa riforma è scritta male, così male che il fratello di Romano Prodi, Vittorio, noto storico, in un’intervista al Corriere della Sera di qualche tempo fa, affermava: «è scritta così male che voto No solo per senso estetico. Una provocazione. Vero. Però ha un suo fondamento: non si possono scrivere norme fondamentali per la democrazia in questo modo».

Però tra tutti i dibattiti e le letture, non ho trovato una sola affermazione per me decisiva, ovvero: la Costituzione è scritta per chi perde e non per chi vince. L’insieme delle regole deve consentire a chi perde oggi di poter vincere domani. Invece, lo dicono in primis i fautori del Si, questa riforma è scritta per consentire la governabilità e la stabilità delle maggioranze di governo. A parte il fatto che è la politica, e non la costituzione, a determinare la governabilità e la stabilità; è assurdo che questi “costituenti” non capiscano che oggi possono vincere e domani perdere. Anzi, sono così arroganti che hanno mutato in Costituzione la definizione del presidente del Consiglio dei Ministri in Capo del Governo. Ecco: siamo alla “democrazia” del Capo… (sigh). Quindi dico NO. Assolutamente, decisamente NO a tutte le “riforme” che sono volte a favorire il Capo di turno e non la democrazia.

Augh!